Ottanta medici potrebbero scegliere la via d’uscita della pensione anticipata

Sentenza a favore dei medici

Ottanta medici in Versilia potrebbero scegliere la strada della pensione anticipata, se passa la riforma della cosiddetta “quota 100”. In pratica la somma tra età e anni di contribuzione, che permetterebbe di uscire dal mondo del lavoro in barba alla legge Fornero, secondo l’idea dell’attuale Governo. Ma se questa riforma andrà in porto, in ospedale e negli ambulatori dei medici di famiglia si rischia una valanga di addii. Ammesso che gli interessati abbiano i requisiti e l’interesse a lasciare.Ci sarà un vero esodo da qui ai prossimi anni Cambio in vista per circa 40mila pazienti
Sono gli stessi medici, tramite i loro sindacati, a lanciare l’Sos: «Gli ospedali potrebbero essere sguarniti in maniera preoccupante, perché non c’è un numero di medici giovani in grado di coprire tutte le lacune che si aprirebbero». Senza contare i vincoli sulle assunzioni, sempre strettissimi in sanità. In effetti, da un rapido conteggio, si capisce che la riforma della quota 100 spalancherebbe una via d’uscita a decine di professionisti.
Si tratta dei medici nati negli anni 1954, 1955, 1956 e 1957, che oggi sarebbero costretti ad aspettare i 67 anni di età. A meno di non avere 42 anni di contributi versati (41 per le donne), che però dal prossimo anno saliranno a 43 (42 per le donne). Sono i requisiti della legge Fornero, che oggi rende possibile il pensionamento solo ai medici nati nel 1952 ed eventualmente nel 1953. Ma se passa questa riforma, dal 2019 potrà andare in pensione anche chi ha 62 anni, purché abbia alle spalle 38 anni di contributi. Lo stesso vale per i 63enni (37 anni di contributi), 64enni (36) e 65enni (35). In particolare la combinazione 65-35 sarebbe diffusissima: secondo i patronati si assisterebbe a un esodo dai posti di lavoro mai visto prima.
I potenziali interessati, cioè i medici dell’ospedale Versilia nati tra il 1954 e il 1957, sono 51. Da vedere se ognuno di loro ha i requisiti contributivi per potersene andare, in caso di via libera alla riforma. Per quanto riguarda i medici di famiglia, i professionisti sono 29. A questi si aggiungono i 19 medici, tra ospedale e ambulatori sul territorio, che hanno già detto addio al servizio nel 2018 o stanno per farlo da oggi fino al 2019. In pratica si corre il rischio di perdere decine di medici, senza avere la possibilità di garantire il ricambio. Perché, oltre ai blocchi sulle assunzioni, c’è anche la difficoltà di trovare i professionisti. In particolare nella medicina d’urgenza e pronto soccorso e nella radiologia, ma anche in ginecologia e in cardiologia.
Va detto che gli interessati devono avere interesse ad andarsene: tre primari del calibro di Giancarlo Casolo (cardiologia), Luigi Gagliardi (pediatria) e Mario Manca (ortopedia), che potrebbero approfittarne salvo verifica dei contributi versati, hanno risposto all’unisono: «Non abbiamo intenzione di andarcene: il nostro lavoro ci piace e intendiamo continuare a farlo».

Fonte: Il Tirreno Versilia

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