Ospedali universitari. Nuovo accordo Regione-Università

Enrico Rossi, governatore Toscana

È stato firmato questa mattina dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e dai rettori delle tre Università toscane (Luigi Dei per Firenze, Francesco Frati per Siena e Paolo Maria Mancarella per Pisa) un protocollo d’intesa che regola le attività integrate di assistenza, didattica e ricerca.Al centro del protocollo l’attività delle Aziende ospedaliero universitarie (AOU).
“Le parti sottoscrittrici – si legge nel protocollo – intendono confermare lo spirito di fattiva collaborazione e l’impegno a sviluppare metodi e strumenti di collaborazione, tra sistema socio-sanitario integrato regionale e sistema didattico scientifico universitario, che esprimano la comune volontà di perseguire in modo congiunto obiettivi di qualità, efficienza, efficacia e competitività del servizio sanitario pubblico, e di promuovere e sviluppare contestualmente la qualità e la congruità rispetto alle esigenze assistenziali, alle attività di formazione del personale medico e sanitario e alla ricerca clinica e preclinica”.
“Ciò che qui è dato per scontato non lo è nel resto del Paese”, ha detto Rossi sottolineando che questo protocollo è la base della collaborazione tra Servizio sanitario toscano e le Università per assistenza, formazione e sviluppo della ricerca. “In molte classifiche la Toscana è ai primi posti come qualità del Servizio sanitario regionale. Secondo le statistiche, il 50% dipende dall’organizzazione, il 50% dal personale. E il personale lo forma l’Università, che quindi dà un contributo fondamentale alla formazione. Questo protocollo ci dà sfide nuove, in un contesto di innovazione che negli ultimi tempi ha impresso un’accelerazione e prodotto una svolta”, ha concluso.
L’assessore alla Sanità Stefania Saccardi ha ricordato come questo protocollo contenga elementi di innovatività, “a cominciare dal fatto che per la prima volta viene stipulato dalla Regione con tutte e tre le Università insieme”, ha detto. “Il protocollo integra assistenza, formazione e ricerca, e sempre più l’Università è parte importantissima dell’impegno per dare qualità, valore, efficienza al Servizio sanitario regionale”.
“Non è un’esperienza tanto comune che Università e Regione dialoghino in maniera così serrata”, ha evidenziato il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei. “L’università – ha detto – mette le proprie eccellenze a disposizione della qualità del Servizio sanitario regionale, e questo lo si fa attraverso una programmazione congiunta”.

Numerosi gli aspetti regolati dal protocollo sottoscritto oggi. Eccone una sintesi fornita dalla Regione Toscana.
Assistenza – Le Università concorrono al raggiungimento degli obiettivi di salute ed inclusione sociale fissati dalla programmazione integrata socio sanitaria regionale. Le attività di assistenza sono una componente inscindibile della didattica e della ricerca. La rete regionale dell’assistenza comprende i poli integrati per la didattica costituiti dall’insieme delle strutture sanitarie pubbliche, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) e dalle strutture private accreditate con le quali le Università stipulano le specifiche convenzioni.
Attività didattica e formativa – La valorizzazione delle risorse professionali esistenti all’interno del SSR è garantita dalla rete formativa del SSR stesso: il sistema delle Aziende sanitarie che si avvale della collaborazione delle Università toscane. La rete formativa regionale partecipa all’attività didattica esercitando docenza, tutoraggio e altre attività. Le Università si impegnano nell’applicazione degli indirizzi assunti dalla Commissione regionale per la formazione.
Con accordi specifici, sarà possibile attivare intese tra le Università e le Asl, per realizzare modelli didattici omogenei sul territorio regionale e di Area vasta.
Regione e Università concordano sull’esigenza di mettere a disposizione sedi idonee a supporto della rete formativa per lo svolgimento di corsi di laurea per le professioni sanitarie e per le scuole di specializzazione anche presso strutture ospedaliere e territoriali di Aziende sanitarie diverse dalle AOU di riferimento.
Osservatorio Regionale per la Formazione Medica – Il protocollo istituisce l’Osservatorio Regionale per la Formazione Medico-Specialistica, cui spetta la definizione e la verifica degli standard di attività assistenziali dei medici in formazione specialistica, ed è tenuto a fornire elementi di valutazione all’Osservatorio Nazionale.

L’Osservatorio è composto da 7 docenti universitari, 7 dirigenti sanitari,
3 rappresentanti dei medici in formazione specialistica, uno per ogni Università, il direttore della Direzione regionale competente in materia di diritto alla salute.
Ricerca, sperimentazione clinica e innovazione – Regione e Università promuovono e sostengono le attività di ricerca, favorendo il trasferimento dei risultati nell’ambito del Sistema sanitario, per rendere disponibile ai cittadini l’accesso a costi sostenibili alle innovazioni più avanzate. Relativamente alle attività di ricerca, Regione e Università si impegnano a promuovere l’approccio di genere e la salute globale e a garantire attenzione alla specificità in ambito pediatrico, alla medicina rigenerativa e dei trapianti.
Tra gli obiettivi individuati dal protocollo in tema di ricerca, favorire l’accesso delle attività di ricerca e di sviluppo tecnologico alle procedure di finanziamento nazionali e internazionali; trasferire alla pratica assistenziale i risultati della ricerca.

Regione e Università individuano l’Ufficio regionale per la Valorizzazionje dei Risultati della Ricerca biomedica e farmaceutica (UVaR) quale supporto al coordinamento e alla realizzazione delle linee strategiche.
Partecipazione dell’Università alla programmazione socio-sanitaria integrata regionale – Le Università contribuiscono all’elaborazione degli atti della programmazione sanitaria a tre livelli: regionale, di Area vasta e in ambito aziendale.
Finanziamento delle aziende ospedaliero-universitarie – La Regione classifica le AOU nella fascia di presidi a più elevata complessità assistenziale e riconosce alle medesime i maggiori costi indotti sulle attività assistenziali dalle funzioni di didattica e di ricerca. Al sostegno economico-finanziario delle attività svolte dalle AOU concorrono risorse messe a disposizione sia dall’Università sia dal Fondo sanitario regionale.
Strutture assistenziali – Le attività e le relative strutture assistenziali sono individuate sulla base di soglie operative, consistenti nei livelli minimi di attività necessaria per assicurare efficacia assistenziale ed economicità nell’impiego delle risorse professionali.
La libera professione – Le Aziende organizzano l’attività libero professionale all’interno delle proprie strutture, e si impegnano a definire una regolamentazione interna in merito all’attività libero professionale dei medici in formazione specialistica”.

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