Ospedale Versilia sotto organico: «Dieci giorni, poi sarà sciopero»

Nuovi codici in Pronto soccorso

«Stavolta lo sciopero in ospedale ci sarà davvero, se l’Asl non metterà a un punto un piano di assunzioni che non si limiti a coprire i pensionamenti». I sindacati, per una volta tutti uniti – anche questa è una notizia – giurano che la sanità versiliese, così come nel resto dell’Asl, è allo stremo. «Ed è il momento di lanciare un messaggio forte e chiaro», assicura Daniele Soddu del Fials, l’organizzazione sindacale che raccoglie il maggior numero di iscritti al Versilia. «Ora ci sono dieci giorni – dice – per evitare che si vada allo scontro aperto con la direzione aziendale e quindi all’incrocio delle braccia».La situazione si è surriscaldata dopo l’incontro di giovedì scorso tra i vertici dell’Asl Nordovest e i rappresentanti dei lavoratori. L’Asl ha messo in piedi un piano di assunzioni entro il 2019: 625 quelle a tempo indeterminato programmate in tutto il territorio, dalla Lunigiana a Piombino, che rappresentano più o meno il 6% del totale dei dipendenti attuali. Che sono oltre diecimila. Il problema, affermano i sindacati, è che di queste assunzioni 49 sono stabilizzazioni, cioè sono contratti a tempo indeterminato fatti a precari già oggi impiegati negli ospedali e nei distretti sanitari. Inoltre, a fronte di 625 nuovi ingressi, ci sono stati 416
pensionamenti da gennaio a giugno. Altri andranno via entro la fine dell’anno e c’è l’incognita di quota 100, cioè la pensione anticipata che riguarda ad oggi altri 144 dipendenti dell’Asl. «Alla fine della fiera – dice Soddu – assistiamo a niente più di un turnover dei pensionamenti: si sostituisce chi se ne va per sempre dal lavoro. E ci mancherebbe. Il fatto è che siamo sotto organico ovunque. Nel nostro ospedale Versilia, tra medici, infermieri e operatori sociosanitari, mancano dalle 80 alle 90 persone. Siamo in difficoltà nel pronto soccorso, nell’area medica, nella neurologia e altro.
A fronte di un incremento del carico di lavoro, perché qui nessuno chiede di assumere quando non ce n’ è bisogno». Il
tavolo di trattativa tra l’Asl e i sindacati, perciò, si è rotto. Domani ci sarà l’assemblea del personale al Versilia (dalle 9 alle 11). L’ultimatum prevede dieci giorni di tempo forniti alla direzione aziendale «perché presenti un progetto vero di rafforzamento del personale. Altrimenti sarà sciopero». A nulla potrebbe valere la mediazione del prefetto, l’istituzione che viene sollecitata in questi casi dai rappresentanti dei lavoratori.
In ospedale il clima, in effetti, è più pesante del solito. Ogni reparto lamenta carenze di organico che costringerebbero a turni particolarmente lunghi e pesanti. L’Asl, di recente, ha affermato che il personale al Versilia è stato incrementato: al 30 aprile scorso c’erano in forza 1.915 persone, a fronte dei 1.886 del 31 dicembre scorso. Siamo lontani, comunque, dai quasi 2.000 che erano impiegati fino a qualche anno fa. In questo contesto si inserisce anche la difficoltà nel trovare nuovi medici, dal pronto soccorso alla ginecologia passando per la radiologia. «Reperibilità sfruttate continuamente, orari infiniti, gente stressata: qui – concludono i rappresentanti sindacali – si rischia di peggiorare l’ assistenza ai pazienti in maniera evidente. L’Asl risponda a queste esigenze, oppure abbia il coraggio di fare delle scelte: ridimensionare i servizi che non si è più in grado di fornire. Vedremo i cittadini che ne penseranno».

Fonte: Il Tirreno Viareggio

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