Ospedale, tutti (o quasi) contro tutti

Rinforzi in arrivo al Santo Stefano

Ancora scambi d’ accuse e polemiche sul nuovo ospedale e su quello vecchio da demolire, tema caldo di questi giorni, problema aperto. Dopo gli attacchi pesanti al Pd di Sinistra Italiana, le puntualizzazioni e le critiche del centrodestra, la levata di scudi di Campo progressista e Legambiente contro la Sinistra attaccante, tocca al Movimento 5 stelle. Che a sua volta non risparmia le sue frecce. «Ci fa piacere che Sinistra Italiana abbia finalmente abbandonato le ideologie e si sia allineata a posizioni di buon senso ­ dicono i consiglieri comunali Silvia La Vita, Mariangela Verdolini e Gabriele Capasso ­. Spiace però che il dibattito si sia acceso ormai troppo tardi, con una delibera approvata dal consiglio comunale nel 2016, 12 milioni di euro già spesi dal Comune per comprare l’ area e con la demolizione dell’ ex ospedale ormai alle porte. Una speculazione edilizia su cui il M5S si è sempre detto contrario». Il gruppo ricorda i motivi: «Non solo verranno demolite parti recuperabili a fronte di un nuovo ospedale troppo piccolo e insufficienti servizi sul territorio, ma l’ accordo tra Regione e Comune prevede che dopo la demolizione si possano edificare 9mila mq di nuove costruzioni, con destinazione d’ uso commerciale o residenziale, e non sanitario, come eravamo stati gli unici a chiedere». Per finire, l’ affondo dei Cinque stelle all’ indirizzo del consigliere regionale del Pd Nicola Ciolini: «Ci faccia sapere quando arriverà il nuovo distretto socio sanitario di San Paolo, quando verranno costruite le case della salute, o come il Pd pensa di trovare i soldi per gestire il ‘Parco urbano’, di cui ancora si sa poco o nulla. A parte che di alberi, a vedere gli elaborati, ce ne saranno ben pochi, per essere definito Parco». Tra le voci mancanti nel tutti (o quasi) contro tutti sulle vicende dell’ ospedale, anche Rifondazione comunista. Che ieri ha detto la sua, con il segretario provinciale Roberto Marcelli. «Sul destino del vecchio ospedale la “polemica” a sinistra è mal posta ­ spiega ­, perché manca il vero responsabile iniziale dello stato delle cose: il Pd, la Regione (soprattutto) e il Comune. Il punto vero è che il nuovo nosocomio è progettato “per acuti” e ha posti letto insufficienti. L’ avevamo denunciato a suo tempo, inascoltati. Eppure questo è evidente a tutti». Ma l’ intervento di Marcelli va anche oltre. «E’ allo stesso modo evidente ­ aggiunge il segretario ­ che la contro riforma sanitaria regionale voluta da Rossi e dalla sua maggioranza (e sostenuta dal sindaco Biffoni), ha ridotto gli operatori, creato mega Asl slegate dai territori, e privatizzato pezzi del sistema sanitario. Che sia del tutto casuale l’assenza nel dibattito dell’indicazione dei veri responsabili di questo stato di cose? Ci pare molto strano ­ conclude Marcelli ­ e poco credibile».

Fonte: La Nazione Prato

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