Ospedale “precario”: lascia anche Caldora, mancano 7 primari, Desideri verso la pensione

Nel presidio aretino organici in emergenza

Dal 1°aprile Patrizio Caldora non sarà più il primario del reparto di ortopedia e traumatologia di Arezzo. Le dimissioni, spiegano all’unisono lo stesso dottore e la Asl, sono dovute a «motivi personali». Che succede adesso? «Per la copertura del posto – ha spiegato il direttore generale Enrico Desideri – sarà subito richiesto un concorso ad Estar, e in attesa della sua effettuazione, nomineremo un facente funzione».Ortopedia e traumatologia diventa così il settimo reparto del San Donato ad avere un facente funzione e non un primario, e si va ad aggiungere alle unità di chirurgia generale, ginecologia, gastroenterologia, neurologia, nefrologia e oncologia. Non è tutto, perché a febbraio andrà in pensione lo stesso Enrico Desideri e a fine 2019 matureranno anche i termini per il pensionamento del direttore del San Donato, Massimo Gialli.
Una situazione, insomma, quanto mai precaria anche se la definizione non trova d’accordo lo stesso Gialli, che spiega: «In ognuno di questi reparti c’è un facente funzione, quindi i reparti non sono stati lasciati senza un responsabile. Per quanto riguarda la sostituzione dei primari, purtroppo siamo soggetti ai tempi di Estar, che è un ente unico per tutta la Regione, riceve le richieste dei vari ospedali e poi le mette in fila sulla base delle priorità».
Il turnover, spiega ancora Gialli, sarà marcato nell’arco dei prossimi due anni, visto che molti dei medici in servizio stanno raggiungendo l’età pensionabile. Tuttavia, già nel corso di questo anno ci saranno i primi nomi dei direttori che andranno a sostituire quelli andati in pensione: «Credo di poter affermare che entro il 2019 avremo i primari di chirurgia, nefrologia e ginecologa».
Per questi reparti, infatti, il concorso è stato già bandito, si attende la nomina delle commissioni. Sono tutti passaggi nei quali a dettare i tempi è Estar, i poteri della Asl sono veramente limitati.
«Situazione sotto controllo» dunque, secondo Gialli, ma salta all’occhio che tra pensionamenti e dimissioni il San Donato sta progressivamente perdendo i suoi punti di riferimento e questo, a torto o a ragione, può creare apprensione nei cittadini. Non è una scoperta recente che la fiducia tra medico e paziente è un fattore di fondamentale importanza in una fase delicata della vita come può essere un ricovero ospedaliero.
Dal canto suo, Desideri ribadisce che i risultati raggiunti dalla sanità aretina saranno mantenuti e l’impegno garantito, nel reparto di ortopedia così come negli altri. Certo è che ci troviamo all’inizio di una fase nuova, e il cambio del direttore generale e di una buona fetta dei responsabili dei vari reparti aggiunge una massiccia dose di incertezza al quadro.

Fonte: La Nazione Arezzo

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