Ospedale, nel padiglione nuovo ascensore guasto da due mesi

L'Anaao dura sulle critiche di Saccardi agli ospedali della Toscana nord

L’ascensore del padiglione più nuovo dell’ospedale è di nuovo fuori servizio. E stavolta la fermata registrerà un tempo record: due mesi almeno. Così, i familiari dei pazienti ricoverati ai tre piani di Medicina sono costretti a farsi le scale oppure possono uscire dal reparto e utilizzare uno degli ascensori che si trovano nei corridoi principali dell’ospedale. Un’alternativa semplice e anche comoda, appena una cinquantina di passi: peccato che non sia indicata in alcun modo e che dunque sia ignorata dai più…

A pensare all’inaugurazione avvenuta il 22 maggio dell’anno scorso col taglio del nastro da parte dell’assessore regionale Stefania Saccardi sembra una barzelletta. Ma basta rileggere la storia travagliata del secondo padiglione – chiuso per problemi strutturali nel 2009 e riaperto nel 2017 dopo cantieri lumaca e contenziosi milionari – per capire che si tratta soltanto dell’ultima puntata di una saga che forse non finirà mai. Per intendersi: a livello di comfort e funzionalità il nuovo secondo padiglione sembra davvero un pezzo di futuro dentro un ospedale del secolo scorso. Ma c’è sempre qualcosa che non va.

Non è la prima volta, tra l’altro, che quell’ascensore finisce in prima pagina. Il 25 maggio, giorno del trasferimento dei pazienti di Medicina dal quinto al secondo padiglione, ci si accorse che era troppo stretto per accogliere le barelle (che infatti furono fatte passare dall’ascensore centrale dell’ospedale). Il 28 maggio, tre giorni dopo l’apertura, dovettero intervenire i vigili del fuoco per liberare sette persone che erano rimaste intrappolate al suo interno. E il 29 maggio a restare imprigionati all’ora del passo furono in otto.

Da allora l’odissea dell’ascensore del secondo padiglione è continuata con una serie di guasti che quasi non hanno fatto più notizia. Fino a quando un mese fa il blocco è stato più serio. E gli uffici tecnici dell’Asl hanno deciso che la questione andava risolta in maniera radicale: i lavori straordinari dovrebbero concludersi a metà marzo. Ci si chiederà: possibile che in dieci mesi non sia mai stato riparato il guasto? E soprattutto: perché l’Asl non ha fatto causa alla ditta che ha installato l’apparecchio difettoso? La risposta si cuce perfettamente nella trama di questa telenovela tragicomica: l’ascensore non è nuovo, ma è il vecchio ascensore del secondo padiglione, che è stato riadattato. Per risparmiare l’Asl stabilì infatti di non comprare una nuova macchina ma di tenere quella degli anni Novanta ancora funzionante. Era il 2010 e fu deciso di cambiare soltanto la cabina mettendone una più larga in modo da farci entrare anche le barelle. Ma il motore rimase lo stesso.

Il paradosso è che la cabina pur di dimensioni quasi doppie rispetto alla precedente non è ugualmente in grado di accogliere le barelle. Possono entrarvi invece più persone (fino ad una quindicina), che il motore però non è in grado di portare su e giù. Il blocco – fanno sapere dall’Asl – è dovuto proprio ad una serie di sovraccarichi. «L’apparecchio è infatti in grado di trasportare fino ad otto persone, ma essendoci spazio spesso ne salgono spesso di più». A metà marzo, garantiscono gli uffici tecnici dell’ospedale, il problema sarà risolto. Vedremo. Intanto il secondo padiglione è senza ascensore, ma chi deve recarsi ai piani superiori può utilizzare quelli presenti nei porticati oppure farsi un po’ di fiato sulle scale…

Fonte: Il Tirreno Livorno

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