Ospedale Misericordia sotto assedio

Tra un mese il nuovo blocco

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Segreteria Aziendale Anaao Assomed della Usl Sudest in risposta agli attacchi subiti dal personale sanitario da parte degli organi di informazione.

Negli ultimi mesi una nota testata locale riprende sistematicamente tutti i casi in cui le famiglie si rivolgono all’Autorità Giudiziaria in seguito a presunti casi di cure non appropriate seguite da esito infausto.
Le notizie riportano la versione di chi ha presentato l’esposto e l’elenco nominativo (sempre molto ampio) di tutti gli operatori sanitari che, a diverso titolo, abbiano avuto un contatto con il paziente. Troppo spesso chi scrive, omette di sentire l’altra versione dei fatti, quella Sanitaria che in tutti questi casi, svolge sempre un’indagine di audit clinico interno e verifica se il percorso clinico sia stato corretto.
Questo tipo di informazione, che potrebbe essere considerato dovere di cronaca, viene percepito in modo negativo dalla popolazione e dagli operatori. Mina il rapporto di fiducia tra medici, infermieri e pazienti e nega un elemento basilare per il successo delle cure: l’alleanza tra chi cura e chi è curato.
La convinzione diffusa che si possa attaccare il sistema sanitario senza limitazioni o conseguenze, rappresenta una delle degenerazioni sociali più gravi della recente storia sociale che dovrà essere contenuta pena il rischio di crollare sotto il peso della medicina difensiva e dell’abbandono da parte dei medici delle discipline specialistiche a maggior rischio di contenzioso.
Di fronte al dolore delle famiglie che si trovano a vivere un lutto, c’è tutta l’umana partecipazione dei medici e di tutti gli operatori sanitari che per etica e missione impegnano la propria vita per curare, guarite e lenire le sofferenze dei pazienti. Osservare quindi una deriva scandalistica, da rete a strascico oltre che ingiusta verso i medici e gli operatori sanitari è una offesa alla dignità dei pazienti e delle loro famiglie nonché, e soprattutto, uno scriteriato attacco al servizio sanitario, che è un bene comune della collettività.
La Segreteria Aziendale Anaao Assomed della Usl Sudest esprime la piena solidarietà alle famiglie che vivono il dramma di un lutto ed ai colleghi vittime di un modo di fare giornalismo che non condividiamo, ed invita la stampa ad approcciare con la dovuta prudenza e cautela argomenti tanto complessi. Il sindacato Anaao invita tutti i cittadini e le istituzioni a difendere il servizio sanitario, che è un vero bene comune del nostro paese, e si rende disponibile a sostenere i diritti dei colleghi medici e la loro onorabilità in tutte le sedi ove fosse necessario

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4 risposte a “Ospedale Misericordia sotto assedio

  1. Solidarietà con tutti gli operatori sanitari e stigmatizzazione dello pseudo—giornalismo ‘trash’😨…

  2. La segreteria regionale toscana CIMO condivide in pieno il cumunicato Anaao e invita anche l’Ordine dei Medici di Grosseto a prendere posizione affinché i giornali locali non pubblichino i nomi dei colleghi che hanno avuto spesso solo marginali contatti con pazienti presi in carico dalle nostre strutture.
    Ci sembra opportuno che i nomi dei professionisti che hanno avuto quasi sempre l’avviso di garanzia a loro tutela non debbano essere pubblicati almeno nella fase istruttoria.

  3. Come sanitari dovremmo riprenderci uno spazio attivo nell’informazione sanitaria e per far questo sarebbe auspicabile “scendere” tra le persine comuni e parlare con loro con concretezza rifuggendo da ogni tentazione autoreferenziale . Purtroppo la nostra presenza giornaliera per risolvere i piccoli e grandi problemi sanitari non è sufficiente perché , volenti o no , la regola della tre S ( Soldi ,Sesso e Sangue ) governa le edicole

  4. La gogna mediatica a cui siamo esposti di continuo anche per vicende in cui non vi è stato nessun ruolo ma solo un implicazione marginale di nessuna rilevanza mina il rapporto di fiducia tra medici e pazienti a scapito della salute .si è creato clima di sfiducia del tutto ingiustificato che è servito solo a fare vendere qualche copia di più di giornaletti locali che manipolano l’informazione

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