Ospedale, ginecologia e urologia senza primario da anni

Linea dura dell'Asl su via Alfieri

Il 31 maggio 2017 Angela Citernesi, direttore di ostetricia e ginecologia all’ospedale di viale Alfieri, è andata in pensione. Oggi, quasi 16 mesi dopo – ben più di un parto -, la struttura non ha ancora il nuovo primario ed è guidata da un medico facente funzione, Edi Landucci, già vice della Citernesi, che porta avanti le attività in vesti pro-tempore che sembrano eterne. Il motivo? Una lentezza imbarazzante (solo in parte legata ai tempi della burocrazia) da parte dell’Estar – l’ente regionale preposto alle selezioni del personale – ma anche della Regione che evidentemente non sollecita un’accelerazione.Il risultato è che uno dei reparti più importanti del nostro ospedale si trova senza una guida con pieni poteri. Come se una squadra di vertice fosse affidata per un anno e mezzo al vice allenatore (senza l’incoronazione di un allenatore vero). E si pensi che all’8° padiglione si eseguono ogni anno 500 interventi ginecologici, tra chirurgia benigna, neoplastica e “piccola” chirurgia, 300 interruzioni di gravidanza, quasi mille parti, di cui 250 cesarei. Insomma, stiamo parlando di un reparto dove ogni anno vengono ricoverate almeno duemila donne, senza considerare tutte quelle che passano per la parte diagnostica e ambulatoriale.
Si legge nel bando di concorso pubblicato da Estar che gli obiettivi che Regione e Asl affidano al nuovo direttore sono, tra l’altro, l’intensificazione dell’approccio laparoscopico alla chirurgia ginecologica, la riduzione dei tagli cesarei, delle episiotomie e delle applicazioni di ventosa. Obiettivi ambiziosi, che però al momento, da un anno e mezzo, sono rinviati. A ripercorrere le varie tappe di questi 16 mesi c’è quasi da non crederci: come dicevamo, la Citernesi se n’è andata il 31 maggio 2017 – ma si sapeva da mesi che avrebbe lasciato -, l’Asl ha chiesto ad Estar di attivare una selezione pubblica per trovare il suo sostituto sei mesi dopo, il 14 novembre. Il 24 novembre Estar ha pubblicato il bando, con scadenza per la presentazione delle domande il 24 dicembre. Si sono candidati in 7 (ma non l’attuale facente funzione): Luca Mario Bernardini (dall’Asl di La Spezia), Massimo Gabbani e Rodolfo Gordigiani (entrambi dal San Giuseppe di Empoli), il livornese Stefano Masoni, attualmente a Cecina, Giovanni Ruggiero (dal Cardarelli di Napoli), Giacomo Serboli (dal San Giovanni di Dio di Firenze) e Ciro Sommella (dall’ospedale di Arezzo). Da allora Estar ha impiegato 4 mesi per nominare la commissione di valutazione che finalmente il 23 aprile 2018 è stata completata. Finito l’iter? Macché. Da allora sono passati altri 140 giorni e del nuovo primario si sono perse le tracce.
Se ginecologia piange – ma è bene ricordare che pur senza il primario l’attività procede grazie alla professionalità di tutta l’equipe guidata dalla Landucci -, urologia non ride. Qui addirittura da alcuni anni manca un direttore “vero”: il 31 dicembre 2016 terminò la proroga in qualità di facente funzione del dottor Stefano Figlioli. A quel punto – eravamo nel periodo della nascita della nuova maxi Asl – la direzione dell’unità operativa di Livorno fu affidata, ancora pro-tempore, a Renato Felipetto, che già ricopriva quel ruolo a Pisa (con cui doveva dividersi). Un anno dopo i due si sono ripassati il testimone e il reparto è stato riaffidato a Figlioli. Ad aprile di quest’anno finalmente l’Asl ha sciolto i nodi ed Estar – a maggio – ha pubblicato il bando di concorso per trovare il direttore di un’unità operativa che si snoda su Livorno e Piombino (con degenze nei due ospedali) e attività ambulatoriale a Cecina e Portoferraio. Speriamo che non serva lo stesso tempo di ginecologia.

Fonte: Il Tirreno Livorno

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