«Ospedale delle Scotte affetto da carenza cronica di personale»

Ospedale Le Scotte di Siena

Le Scotte malato cronico di carenza di personale. E quello che c’è non è più giovanissimo. Se a tutto questo aggiungiamo il pressante turnover che ogni anno vede il transito in entrate e uscita di circa 100 dipendenti non possiamo dire che l’ospedale goda di ottima salute. La conferma arriva da Lucia Barbi, segretaria generale Fp Cgil Siena. E’ lei a spiegarci come a fronte “di un lavoro sempre più intenso, le degenze si concentrano in pochi giorni, c’è un’età media particolarmente alta del personale sanitario. Siamo tra i 52 e i 54 anni. Ci sono attività che richiedono freschezza fisica, energie fresche. Non solo. Manca personale. Sulla carta i conti tornano ma è solo teoria. Di fatto siamo sotto di circa 70 unità. Chi va in pensione non viene sostituito con rapidità, ci sono casi in cui trascorrono anche sei mesi”. E questo vuol dire aggravio dei turni per il personale sanitario costretto “a saltare riposi e ferie – continua il rappresentante sindacale – Ci sono colleghi che quando raggiungono l’età pensionabile vanno via anche sei mesi prima proprio per tutti i giorni che devono recuperare. Siena poi ha un importante turnover e questo vuol dire ricominciare tutte le volte con la formazione: richiede tempo ed energie”. Sotto organico anche il pronto soccorso, in questi giorni al centro di alcune polemiche di circa 60 mila accessi. All’anper le lunghe attese. “Dall’a- no vuol dire 20 utenti in più al pertura della nuova struttura giorno, non sono pochi visto abbiamo avuto un aumento che anche qui il personale scarseggia. Mancano complessivamente, compresa la medicina d’urgenza circa 8 unità. Sulle polemiche voglio dire che ci vorrebbe un maggiore rispetto per questi professionisti che sanno cosa devono fare. Aspetta chi non ha emergenze, questa è la logica del pronto soccorso”. Un tema quest’ultimo che sta particolarmente a cuore anche al segretario generale della Cgil, Claudio Guggiari. “O si aumentano i posti letti oppure, se il criterio che prevale è quello della razionalizzazione dei costi, si deve potenziare la rete di assistenza territoriale. I medici di base devono fare da filtro. Ad oggi le famose case della salute che avrebbero dovuto garantire un presidio h24 per i loro assistiti non sono mai decollate. E’ normale che poi il cittadino si rivolga al pronto soccorso”. Tra le criticità delle Scotte le lunghe liste di attesa. “Mentre per quanto riguarda la Asl bene o male siamo ai livelli di altre realtà l’ospedale universitario no. Così sa una parte fugge anche chi potrebbe pagarsi la prestazione sanitaria e dall’altra si penalizzano le fasce più deboli che non possono permettersi visite specialistiche private. Le Scotte su questo punto – continua il segretario della Cgil – dovrebbe rivedere la programmazione delle visite, da spalmare anche durante il pomeriggio, e l’utilizzo di alcuni spazi interni. Credo che con un lieve aumento dei costi si potrebbero ridurre i tempi di attesa e dare la possibilità all’ospedale di svolgere la propria funzione pubblica. Nuova struttura? Ne possiamo parlare ma nel frattempo servono risorse sul territorio per garantire i livelli di assistenza”.

Fonte: Corriere di Siena

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