Ospedale delle Apuane calano gli interventi

Bilancio in chiaro scuro per l'Asl apuana

Il 2017 ha registrato per l’ ospedale unico, il Noa, un calo degli interventi chirurgici effettuati, rispetto al 2016, del 4%. In totale al Noa sono stati effettuati, nelle specialità chirurgiche, 8.539 operazioni, 355 in meno rispetto al 2016, quando le sale operatorie si aprirono 8.894 volte. Una riduzione degli interventi che non ha riguardato soltanto Massa Carrara ma anche Lucca, guarda caso i due ospedali unici più giovani della Regione.

Nella “aslona”, invece, tengono tutte le altre realtà: Pisa effettua nel 2017 125 interventi chirurgici in più (un dato da cui sono esclusi ovviamente gli interventi di Cisanello); a Livorno l’ incremento è del 4%, con 602 interventi chirurgici in più rispetto al 2016 e Viareggio ne effettua 6 in più.
In generale, insomma, il Noa, l’ultimo ospedale unico costruito in Toscana, ottiene nel 2017 la maglia nera quanto a prestazioni chirurgiche, ma non è così per tutte le specialità. Ci sono settori dove la chirurgia apuana attira ancora utenti dall’intera regione e, spesso, anche da fuori. Il dettaglio dei ricoveri fotografa la situazione apuana dopo la nascita dell’ospedale unico e a seguito di numerosi trasferimenti di primari. Un calo significativo, ad esempio, è avvenuto per gli interventi del tumore alla prostata: nel 2016 erano stati 13, con un tempo di attesa medio per ogni paziente di 53 giorni, ma nel 2017 sono scesi a 8, con un tempo di attesa medio di oltre 67 giorni. Dai dati si evince che la maggior parte di questi interventi i toscani preferiscono farli a Viareggio, dove sono stati 65, in calo rispetto al 2016, quando se ne effettuarono 73, ma sempre un buon numero. Salgono, invece, ad esempio, gli interventi
al tumore dell’utero: nel 2016 furono 28, nel 2017 sono stati 31, con una attesa media di 34 giorni a paziente. Ed è positivo anche il dato degli interventi per il tumore del colon, 36 effettuati nel 2017 rispetto ai 31 del 2016.
Nello specifico delle singole attività chirurgiche in regime di ricovero, però il dato, come detto non è positivo: chirurgia generale effettua 2.378 interventi, 151 in meno rispetto all’anno precedente; chirurgia vascolare 392 interventi, 38 di meno. Odontoiatria 14 interventi nel 2017 (erano stati però solo due in più nel 2016); Ostetricia e ginecologia un calo di ben 180 interventi, da 1542 del 2016 a 1362 del 2017. Otorinolaringoiatria 54 interventi in meno (664 nel 2016 e 610 nel 2017). I reparti che tengono sono invece: oculistica, che nel 2017 ha effettuato 41 interventi in più, passando da 348 a 389; ortopedia e traumatologia (più 25 operazioni) e urologia con più 4 operazioni (da 899 del 2016 a 903 del 2017). Dati che la Asl 1 commenta così: «La maggior parte del calo degli interventi chirurgici che abbiamo avuto nel 2017­ inizia il direttore medico del Noa Giuliano Biselli­è stato determinato da problematiche relative al personale; ad esempio nel reparto di ginecologia, dove uno dei medici più attivi e presenti è andato in pensione e prima aveva preso un lungo periodo di malattia; abbiamo avuto­ – continua Biselli – anche due pesanti pensionamenti nel 2017 e poi c’è stato il trasferimento del nostro chirurgo senologo a Pisa, la cui assenza stiamo cercando di colmare con un senologo che viene al Noa due volte a settimana da Livorno. Il calo degli interventi in chirurgia vascolare, invece­ continua nella sua analisi il dottor Biselli­ va letto in un’ottica diversa, cioè le operazioni si sono trasformate in interventi nel settore di chirurgia endo­vascolare. In pratica il dottor Nottoli è passato ad operare quasi esclusivamente nel reparto di radiologia interventistica e già nei primi mesi del 2018 gli interventi in questo reparto sono passati da 0 a 60».
Un grido di allarme però, il dottor Biselli decide di lanciarlo ugualmente, anche se i dati del calo degli interventi chirurgici non lo preoccupa: «La criticità più grande che il Noa deve affrontare – dice­ è la mancanza di tecnici di radiologia, figure indispensabili in ambito operatorio. Il nostro organico ne prevede solo due, e riusciamo ad averne in sala operatoria soltanto uno al giorno. Questa carenza è stata segnalata ai responsabili dei tecnici ospedalieri, speriamo di ottenere presto un incremento di queste figure la cui mancanza crea problemi seri nell’assemblaggio finale degli interventi chirurgici».

(Visto 606 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *