Ordine dei medici, assalto alle urne. Triplo dei votanti e auto in doppia fila

Antonio Panti, presidente dell'Ordine dei medici Firenze

In via Giulio Cesare Vanini, nessuno aveva mai visto un viavai del genere. Nella piccola strada dello Statuto dietro piazza della Vittoria, le auto girano in tondo in cerca di un posto. Molte si fermano in doppia fila, tanto che per passare c’è da fare lo slalom. «Domenica poi… Domenica era persino peggio, la fila non finiva più». Alla sede dell’ordine dei medici di via Vanini ieri è andato in scena il terzo e ultimo giorno di votazioni per il rinnovo del consiglio. Dopo i trent’anni di regno di Antonio Panti, le prime elezioni con una vera sfida, e ben tre candidati alla presidenza, provocano il pienone alle urne: rispetto a tre anni fa, i votanti sono quasi triplicati. Da poco più di 1.200 a quasi 3.500. Per lo scrutinio, lungo e complesso, bisognerà invece aspettare fino ad almeno domani sera. All’ordine, dopo il cancello, ecco una muraglia di candidati in attesa dei nuovi arrivati da convincere con i santini elettorali. Nell’arco dei venti metri dal giardino all’ingresso del seggio, spuntano mani ovunque, tra fogli, dépliant pieghevoli e manifestini le tasche si riempiono. Pasquale Morano è in prima linea con i volantini, Pierluigi Tosi intrattiene i colleghi in giardino, Teresita Mazzei stringe mani lungo il corridoio. Oltre a loro ci sono tutte le decine di candidati al consiglio dell’ordine. Le vittime predilette dell’assalto sono i medici meno conosciuti, i giovani, quelli di cui non si sa nulla e che forse non si sono ancora schierati. Ma dopo settimane di veleni e stilettate, il clima, in questa caccia all’ultimo voto, è allegro, quasi festoso. Dopo anni di elezioni scontate, in cui a votare andavano solo i più convinti, stavolta arrivano a fiumi. «Una grandissima partecipazione», commenta Antonio Panti mentre sovrintende alle operazioni del seggio. La professoressa Teresita Mazzei, docente di farmacologia all’Università, è raggiante: «Tutta questa gente è una bellissima notizia, specialmente per noi», dice, pensando che se Tosi rappresenta la continuità con il presidente uscente, più votanti ci sono rispetto ai soliti noti più possibilità ha di vincere. Ma Tosi, ex direttore generale delle Scotte di Siena, non si preoccupa, anzi se la ride di gusto: «E proprio un bello spettacolo». Semmai si preoccupa per la formula elettorale: «Qui si eleggono i consiglieri (15 medici e 2 odontoiatri, che poi sceglieranno il presidente, ndr), si rischia seriamente di far la fine del Parlamento, di non avere una maggioranza». Ma poi riprende a scherzare: se ci sarà l’impasse «chiederemo al Panti se vorrà fare un altro mandato». Morano, presidente toscano della Croce Rossa, è invece il più stakanovista: è il primo ad aspettare gli elettori al cancello: «Siamo la terza lista, siamo tutti nuovi». Alle urne, in mezzo a giovani candidati semisconosciuti che si fanno largo con i santini in mano, spuntano molti nomi noti che invece confidano nella stretta di mano, come i sindacalisti Vittorio Boscherini e Alessio Nastruzzi, o come il chirurgo del Meyer Simone Pancani. Perché ci sono elettori che arrivano in blocco per votare una lista da cima in fondo, ma molti altri pronti a scombinare le carte e votare, in base alle amicizie personali, medici di schieramenti diversi. Così, il rischio di un’impasse, con un ordine senza una maggioranza, non è un’ipotesi poi tanto remota.

Fonte: Corriere Fiorentino

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