Obbligo di vaccini, i sindaci frenano «Rinviare a giugno l’applicazione»

Cristina Giachi, responsabile nazionale scuola Anci

I sindaci, le scuole, le Regioni e le Asl aspettano la circolare del governo che stabilirà come dovrà essere applicata la nuova legge sui vaccini. E l’Anci, l’associazione dei Comuni, annuncia di aver chiesto ai ministeri della salute e dell’istruzione di posticipare il termine entro cui le famiglie dovranno mettersi in regola, fissato per il lo marzo. «La legge è necessaria e sacrosanta dice la vice sindaca di Firenze, Cristina Giachi, che dell’Anci è responsabile nazionale scuola ma se non rimandiamo l’applicazione alla fine dell’anno, cioè a giugno 2018, e se quindi dobbiamo escludere dagli asili nido e dalle materne i bambini non vaccinati a scuola in corso, rischiamo di creare una situazione ingestibile. O facciamo le cose in modo intelligente o soccombiamo». La circolare, che arriverà entro qualche giorno, avrebbe accolto una seconda richiesta dell’Anci. Un piano «salva famiglie», che non le costringerebbe a dover far la fila all’Asl per richiedere i certificati vaccinali dei figli. Toccherebbe alle Asl che hanno già un’anagrafe vaccinale, come quelle toscane, a segnalare alle scuole i casi dei bambini e ragazzi non vaccinati. L’Asl Toscana Centro ha già pronto il piano di lavoro, che prevede anche nuove assunzioni. Dodici persone (quattro medici e otto assistenti) da distribuire negli ambulatori e rispondere così al presumibile arrivo di bambini non vaccinati che si devono rimettere in pari, oltre a nuovi amministrativi per il «censimento». Le scuole (che hanno già composto le classi per settembre) dovrebbero inviare all’Asl l’elenco delle classi con i relativi ragazzi iscritti. Per i presidi, fine delle incombenze. Mentre le famiglie non sarebbero più tenute neppure all’autocertificazione. L’Asl inizierebbe verificando lo stato vaccinale di ogni ragazzo sulla propria anagrafe informatica. Con questo lavoro, anche l’azienda è convinta di potersi liberare di un enorme carico di scartoffie. Circa l’83 per cento di 203 mila studenti da o a 16 anni (oltre 168 mila ragazzi) risultano in regola negli archivi informatici. Poi, sui restanti 35 mila, le verifiche si allargherebbero ai registri cartacei (per escludere chi le ha fatte dal pediatra e non sono state ancora registrate e chi le ha fatte fuori Asl). Solo a quel punto l’azienda contatterebbe le famiglie di chi non risulta vaccinato, per verificare eventuali errori e, nel caso di conferma, invitare all’appuntamento in ambulatorio. Tenendo conto dei dati sulle coperture vaccinali, il rischio è che l’Asl fiorentina si trovi a dover contattare le famiglie di 22-23 mila tra bambini e ragazzi. Per mettersi in regola, alle famiglie sarà sufficiente prenotare l’appuntamento all’Asl: alla scadenza del lo marzo, il termine fissato dal decreto, non sarà infatti necessario aver materialmente già fatto i vaccini. La Asl segnalerebbe così alle scuole i casi dei ragazzi non coperti dai vaccini, le cui famiglie non hanno accettato il piano di rientro. E, dopo il lo marzo, i bambini non in regola verrebbero esclusi dagli asili nido e dalle materne (mentre le famiglie degli studenti dai 6 ai 16 anni non vaccinati saranno sottoposte a sanzioni). «Per noi l’impegno sarà importante spiega Renzo Berti, direttore del dipartimento prevenzione dell’Asl Ma è meno gravoso che dover fornire a tutte le famiglie le certificazioni». Ancora più convinto il preside dell’istituto comprensivo di Santa Maria a Coverciano, Alfonso Gengaroli: «Per le scuole sarebbe davvero uno snellimento molto importante».

Fonte: Corriere Fiorentino

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