Nuovi tagli all’ospedale di Fivizzano: coro di no

Luigi Filippi, presidente comitato Sos salute Lunigiana, oggi in commissione Sanità

La Bassa intensità di cura dell’ospedale di Fivizzano è a rischio. I reparti di Chirurgia e Ortopedia sono da anni accorpati, negli ultimi anni è stata istituita una week surgery, con piccoli interventi programmati e chiusura il sabato alle 14. Il personale è stato mantenuto grazie al fatto che è stata istituita la Bic (Bassa intensità di cura) con sei posti letto. Girano però voci preoccupanti, che questi posti presto saranno assegnati alla Fondazione Don Gnocchi, che ha personale proprio. E questo porterebbe a una riduzione del personale.Non solo. Il territorio subirebbe il taglio di una fetta importante dell’ospedale, già ridimensionato. In passato si era svolta una fiaccolata proprio per scongiurare il depotenziamento dell’ospedale. Invece… Così ora intervengono gli esponenti del comitato SOS salute Lunigiana, che da anni si battono in difesa dei nostri ospedali. «Abbiamo ricevuto informazioni – dichiarano in una nota – sul rischio di perdere la Bassa intensità di cura. Ora i pazienti per le cure intermedie occupavano sei posti letto nel reparto di Chirurgia. Con l’ apertura del secondo piano dell’ istituto Don Gnocchi si parla di trasferire lì la Bassa intensità di cura e lasciare all’ ospedale solo i ricoveri giornalieri, in caso di degenze più lunghe sarebbe necessario il trasferimento agli ospedali limitrofi. Questo non è giusto per il personale che rischia di perdere un turno, per i pazienti costretti a essere spostati, senza le cure più che competenti del personale ospedaliero. Siamo passati da una long surgery a una week surgery, per rischiare di finire solo con un day hospital, con ricaduta su utenti e popolazione. La situazione è in evoluzione, ma se questa è la strada, non possiamo che opporci e rinnovare il sostegno ai presidi ospedalieri lunigianesi. Presto prepareremo un documento da sottoporre ai candidati a Presidente Tdella oscana, dove faremo presenti le difficoltà della sanità». Più o meno della stessa idea è la Cisl funzione pubblica. In una nota firmata dal segretario Enzo Mastorci, si legge che “ci giunge notizia che tra pochi giorni per scelta dell’Asl, saranno chiuse le cure intermedie nell’area chirurgica dell’ospedale di Fivizzano.
Apprendiamo con stupore e delusione di questa nuova organizzazione che indebolisce il Servizio Sanitario Pubblico. E’ in controtendenza con quanto sta avvenenendo in altre zone. E’ inaccettabile che l’ ospedale di Fivizzano perda altri 6 posti letto senza un adeguato potenziamento dell’attività chirurgica. A Carrara con 24 posti letto al Monoblocco e Massa con le cure intermedie Covid nel vecchio Ospedale abbiamo assistito al potenziamento del Servizio Sanitario Pubblico e la stessa cosa avverrà nella Versilia e nell’Area Pisana mentre a Fivizzano c’ è un depotenziamento. Una scelta che non condividuamo nel modo più assoluto avvenuta senza confronto sindacale. La decisione della ASL di riprendere in mano le cure intermedie nasce con la straordinaria risposta che le strutture ASL hanno saputo dare durante l’emergenza. La stessa risposta non c’ è stata da parte dei privati, Don Gnocchi inclusa. Come CISL FP siamo favorevoli all’ apertura del secondo piano della Don Gnocchi a Fivizzano ma non siamo favorevoli alla riduzione del Servizio Sanitario Pubblico. Non vorremmo che l’ operazione sia funzionale alla Don Gnocchi per mantenere il contratto di lavoro che già ha penalizzato i lavoratori. Riteniamo invece siano necessari nuovi servizi; in Lunigiana ad esempio manca un Hospice, va mantenuta l’ eccellenza del polo socio- assistenziale e va mantenuto il Servizio Pubblico».

Fonte: La Nazione Massa Carrara

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