Nuovi ospedali in difficoltà. Scaramelli: «Investire nell’efficienza»

Stefano Scaramelli, presidente commissione Sanità

Ospitiamo il commento di Stefano Scaramelli, presidente della commissione Sanità in Consiglio Regionale, in merito all’inchiesta de La Nazione ( Ospedali ai raggi X ) sulle difficoltà delle nuove strutture ospedaliere di Prato, Pistoia, Massa e Lucca, inaugurate tra il 2013 e il 2016 e già al centro di polemiche.

‎Il vero tema da affrontare, e il limite di queste decisioni assunte in passato, è aver correlato la remunerazione dei projet financing sulla quantificazione dei servizi che hanno bisogno di personale e pazienti sempre presenti negli ospedali. La sfida cruciale della sanità dovrebbe essere invece la sfida alla salute, non alla malattia. Occorre lavorare per fare in modo che gli ospedali non siano pieni di pazienti e quando vanno a farsi curare lo facciano in tempi brevi. Dare priorità alle logiche della prevenzione affinché si ricorra ai ricoveri il meno possibile e solo per fasi acute. Nel contempo le quantificazione di posti letto, così come dei Pronto soccorso e la rimodulazione dei modelli organizzativi, come in alcuni casi dimostra il fallimento del modello della intensità di cura, devono essere pensati come fenomeni mutevoli e non statici. Serve investire nell’efficienza e nell’efficacia del territorio e della prevenzione. Serve oggi, come sarebbe servito ieri.

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2 risposte a “Nuovi ospedali in difficoltà. Scaramelli: «Investire nell’efficienza»

  1. Sicuramente la prevenzione è il miglior investimento in sanità per ridurre anche gli accessi ai PS. Credo, però, che occorra riflettere bene prima di congedare il modello per Intensità di Cure. Il fallimento, se tale lo si possa definire, è secondario alla centralità del medico rispetto alla centralità del paziente che sarebbe dovuto essere alla base di quel progetto. Oggi, ad esempio, il PDTA della Sepsi e dello Shock settico si fondano su un percorso trasversale , secondo il modello per IDC, che coinvolge a step successivo tutti gli specialisti e di tutte le specialità mediche presenti in un ospedale. Dobbiamo, forse, pensare a modificare quel modello proponendo delle varianti in modo da rederlo efficiente ed efficace. Infine, gli ospedali andrebbero suddivisi, vista la crescita progressiva dell’età media e l’implemento dell’indice di vecchiaia, in H per Acuti ed H per pz. cronici, investendo di più nei reparti post-intensivi di tipo riabilitativo.

  2. Va bene: piu’ efficacia e piu’efficienza. Credo pero’ che il perere degli operatori sanitari venga molto prima di ogni valutazione numerica o, peggio’, parere politico. Aziende, ma fino a un certo punto !!!!!!!!

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