«Non siamo numeri, stop tagli sugli ospedali». A Volterra 2500 persone sfilano in corteo

E' scontro tra il sindaco di Volterra e l'Asl

Una fiumana di oltre duemila persone (per il Comune si superano addirittura le 2.500 presenze) che ha invaso il cuore storico di Volterra. Lo slogan #iononsonounnumero viene brandito contro chiunque tenti di scippare qualche servizio e farlo rotolare giù dalle Balze. E’ un coro unanime che si leva da un territorio che, in termini di sforbiciate impugnate dall’ alto, ha dato veramente troppo. In piazza per difendere con le unghie e con i denti i servizi sanitari scendono le associazioni (Volterra Infanzia in testa come promotrice della manifestazione), i sindacati, i sindaci della Valdicecina ed una fiumana di mamme, pargoli, famiglie intere. Arrivano da Cecina, da Suvereto addirittura dal Friuli, dal Lazio, dal senese. Presenti anche i sindaci di Suvereto e Montieri, i consiglieri regionali del M5S, il consigliere regionale della Lega Roberto Salvini. E c’ è il Pd, con il coordinatore provinciale di Pisa Massimiliano Sonetti. «Sono grato all’ ospedale di Volterra per le cure che mi sono state prestate recentemente ­ ha detto alla folla il vescovo, Monsignor Alberto Silvani, che ha sfilato in corteo a fianco della marea di cittadini ­ non possiamo concentrare tutti i servizi nelle città. Sono qui perché anche chi vive nei luoghi più lontani dai grandi centri possa godere dei medesimi servizi in termini sanitari, scolastici e sociali. Spesso mi chiedono: «Ma a Volterra c’ è ancora l’ ospedale?». Ecco, quella parola, «ancora», fa quasi presupporre che tutto debba finire. Devono garantirci una vita dignitosa anche se viviamo in un angolo sperduto e remoto». «Sono commosso ed emozionato ­ ha aggiunto il sindaco Marco Buselli ­ da oggi questa piazza, con un’ unica voce, è disposta a discutere in modo serio con la Regione, senza fughe in avanti. E soprattutto, senza protocolli improvvisati e pasticciati come quello che il governo regionale ci ha inviato poco tempo fa. E che, sia chiaro, non ho sottoscritto. Anzi, ho rimandato al mittente il testo con le richieste sulle quali la Regione sta ancora sviando. Basterebbe salire per un minuto sulla torre campanaria per rendersi conto che questa zona non ha alternative in un raggio di più di 40 chilometri. Abbiamo bisogno di un ospedale vero e proprio, non di un simulacro. Ora aspettiamo di essere convocati». «Deve essere definito, una volta per tutte, un progetto efficace che fughi tutti i dubbi e eviti quelle tensioni esercitate per troppo tempo su questo territorio ­ a parlare è Massimo Basilei, della Cgil ­ la Asl, rifiutando sistematicamente un confronto per mesi e mesi, non ha fatto altro che esasperare gli animi dei lavoratori dell’ ospedale e della gente». Leonardo Fagiolini (FP Cgil) ha ribadito che «ancora, sull’ ospedale, non c’ è un accordo. Da un anno, come Cgil, lavoriamo contro quelle voci di tagli che poi si sono materializzate, a gennaio, nell’ amara verità di depotenziare l’ ospedale. Noi ci abbiamo messo la faccia, elaborando una piattaforma insieme ai lavoratori. Ora aspettiamo che l’ assessore regionale Saccardi presenti, nero su bianco, la proposta annunciata. Non ci tireremo indietro». Secondo Massimo Ferrucci (Fials), «E’ l’ ora di dire basta alle leggi che concentrano i servizi nelle grosse realtà. Qui c’ è un problema di Regione e Asl».

Fonte: La Nazione Livorno

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