«Non infangate il Noa. Senza fiducia nei medici non c’è buona sanità»

Carlo Manfredi, presidente Ordine dei Medici Massa-Carrara

La critica, l’attenzione costante su come funziona la sanità pubblica sono necessarie.
Ed è diritto di ogni cittadino sapere come e per quale ragione è deceduto un suo caro,
ma sparare a casaccio sull’ospedale no, questo non è ammissibile.
Ed è pericoloso. È la posizione, forte e autorevole, di Carlo Manfredi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Massa­Carrara.Il dottor Manfredi prende spunto (pur senza citarla esplicitamente) dalla denuncia annunciata dal consigliere di Forza Italia Stefano Benedetti su una serie di presunte morti sospette al Noa (affermazioni per cui, è notizia dei giorni scorsi, l’Asl ha querelato il consigliere) legate a infezioni nosocomiali. «Di fronte al singolo caso di decesso .­ ragiona il presidente dell’Ordine ­-, se ci sono fondati motivi, ogni cittadino ha il diritto di chiedere gli accertamenti necessari a stabilire come sono andate le cose per una questione di giustizia nei confronti di tutti i soggetti interessati. Ma parlare di morti sospette al Noa serve solo ad alimentare un clima di paura che non fa il bene dei cittadini».
La persona che ha una malattia, prosegue, «si sente insicura e spaventata. Pensa alle sofferenze e alla morte. Si affida alla struttura ospedaliera con dotazioni diagnostiche ed èquipe professionali di buona qualità, come
quelle presenti al Noa, dalle quali si aspetta una pronta diagnosi e delle terapie efficaci. Il malato, è bene precisare, è una persona sofferente bisognosa di comprensione, compassione e umanità da parte di coloro che si prendono cura di lui e in particolare da parte del medico. Anche le cure più efficaci rischiano di funzionare di meno o di fallire se il paziente non è sereno, se non ha fiducia nell’operato del medico. Se invece, medico e paziente, costruiscono una stretta alleanza riescono a moltiplicare le forze per combattere il male».
Ma se si afferma che al Noa, incalza Manfredi, «si può morire per cause sospette, si genera panico per il timore di non uscirne vivi. Si minano alla base i cardini della relazione di cura. Il paziente aspetta ardentemente di guarire, ma se non ha fiducia, se ha dei pregiudizi, rischia di frenare anziché rinforzare gli effetti benefici delle terapie. E i medici e gli infermieri bersagliati dall’ onta generata da sospetti tutti da provare si trovano a lavorare in condizioni di scarsa serenità che non giovano certo alla relazione di cura». Nei malati anziani e cronici (cioè in quelli più fragili che affollano i reparti di Medicina), un’infezione può essere un evento grave, a rischio di vita. E la comparsa di microbi, fra i quali la Klebsiella pneumoniae, resistenti a
più di un antibiotico è in drammatico aumento in tutto il mondo da alcuni anni.
Manfredi è ben consapevole di ciò e dice: «La ricerca di nuovi strumenti di difesa e la messa in atto di tutte le contromisure necessarie a contrastare questo fenomeno è un impegno che coinvolge il mondo della ricerca e tutte le autorità sanitarie del mondo occidentale, non solo il nostro ospedale dove, peraltro, sono da tempo in vigore procedure e interventi mirati. Il Noa è una risorsa insostituibile per la difesa della salute della nostra comunità, gli allarmismi generano un clima che non fa bene ai malati, ai loro famigliari e al personale sanitario che si prende cura di loro. Ci sono altre vie ­ conclude ­ « per dirimere i dubbi sui singoli casi non certo la via intrapresa, che genera panico, insicurezza e sgomento in chi chiede solo di essere curato».

Fonte: Il Tirreno Massa Carrara

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4 risposte a “«Non infangate il Noa. Senza fiducia nei medici non c’è buona sanità»

  1. Mi sento molto d”accordo con questa analisi. Tra l”altro ho sentito per radio che sono stati pubblicati dei dati sulla politica economica degli USA: negli ultimi anni sono state diminuite parecchio da parte dello Stato le tasse alle grandi multinazionali e in compenso sono stati diminuiti gli stanziamenti per la sanità e la scuola pubblica. Sono cose che abbiamo sotto gli occhi e che ci diciamo, ma sentirli dire da fonti autorevoli ci fa capire, dati alla mano, che la crisi economica la stanno pagando solo i “poveri.

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