Nogarin e il ministro Grillo contro Rossi sull’ospedale

E' scontro tra i medici di base e il sindaco di Livorno

«È clamoroso che la Regione abbia tenuto in ostaggio la sanità a Livorno come mezzo elettorale. La sanità a Livorno è stata completamente dimenticata sotto la gestione di Rossi». «Caro sindaco, l’accordo col Comune c’è già ma lo firmerò con il nuovo sindaco, visto che tu te ne vai, per essere sicuro che non ci siano ripensamenti». Botta e risposta, durissimo, tra Filippo Nogarin ed M5S ed Enrico Rossi.Il duello è andato in scena ieri, innescato dalle dichiarazioni del sindaco M5S di Livorno, a margine di un dibattito sull’acqua pubblica. «Invitiamo il presidente Rossi a scendere umilmente a Livorno e venire a firmare il
protocollo per l’ospedale», ha affermato Nogarin, a proposito del ritardo nella firma dell’accordo per il rifacimento dell’ospedale labronico.
Un attacco duro, a cui a stretto giro è arrivata la replica di Rossi. «Caro sindaco, l’accordo col Comune c’è già ed è stato deliberato due settimane fa in Giunta regionale, sei tu che lo hai firmato dopo di noi, e la Regione ha
stanziato 750.000 euro per finanziare la progettazione della struttura che sarà finanziata con i 280 milioni di euro richiesti. E ti comunico – aggiunge il presidente della Regione – che preferisco aspettare il nuovo sindaco, per avere la certezza che la scelta non venga messa in discussione. Chiederò quindi a tutti i candidati sindaco per la città di Livorno come intendano comportarsi rispetto al progetto del nuovo ospedale». A Rossi ha replicato la ministra delle salute, Giulia Grillo, su Twitter: «Caro @rossipresidente, come tutti sanno la sanità è competenza regionale. La eserciti nell’interesse dei cittadini a prescindere dallo schieramento politico del sindaco della città. Non faccia pagare ai livornesi il prezzo di rivalità politiche».
Mentre Nogarin aggiunge: «L’accordo per la realizzazione del nuovo presidio lo ho già firmato e da lì non si torna indietro. Se Rossi non vuole firmare pubblicamente lo faccia nel suo ufficio e la chiudiamo con una stretta di mano».

Fonte: Corriere Fiorentino

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