«No alla competizione tra ospedali e tra medici»

Stefania Saccardi, assessore regionale alla Sanità

«No alla competizione in sanità. Tra medici. E tra dirigenti. Nel merito, il dottor Vannozzi ha completamente ragione». A parlare è Stefania Saccardi, assessora regionale alla sanità, madrina della legge di riforma (la n. 84 del 28 dicembre 2015) entrata in vigore il primo gennaio 2016. Quella, in sostanza, che ha rivoluzionato l’ assetto delle aziende Usl, riducendole da 12 a 3, con altrettanti direttori per la programmazione.La vicepresidente della Regione ha letto attentamente l’ intervista, titolata “Medici in gara sulla pelle dei pazienti”, rilasciata al Tirreno dal direttore dell’unità operativa di neurochirurgia dell’ Azienda Ospedaliero­Universitaria di Pisa Riccardo Vannozzi e pubblicata nell’ edizione di domenica scorsa. A giudizio di Vannozzi, Asl e aziende ospedaliere faticano sempre di più a fare “rete”, mancando di allestire un’ adeguata programmazione territoriale basata sul fatto che ogni polo ospedaliero debba essere sviluppato secondo determinate professionalità e specializzazioni e a queste destinare un potenziale tecnologico all’ altezza. Non facendo questo, si assiste ad ospedali che vogliono fare tutto su tutti e a medici e dirigenti in competizione tra di loro per scalare le classifiche degli interventi chirurgici. «Le gare tra medici e ospedali -­ afferma l’assessora Saccardi­ – non vanno bene, non devono esserci. Concordo con Vannozzi, mentre non sono affatto dell’idea che stia saltando il modello virtuoso della sanità toscana. La legge di riforma è del dicembre 2015 e prima di allora tutto ciò che sta a cuore a Vannozzi non esisteva. È dal dicembre 2015, infatti, che le aziende Usl, dopo la loro riduzione, lavorano in sinergia secondo le indicazioni dei rispettivi direttori di programmazione. La riforma nacque e viene portata avanti proprio per applicare politiche sinergiche. Ciascuna Asl e ciascuna azienda ospedaliera deve avere la sua “mission” e la concorrenzialità deve essere ridotta al minimo». Saccardi sa bene che lo sfogo di Vannozzi prende spunto anche dalle recenti classifiche dell’Agenzia regionale di sanità, secondo cui alcuni ospedali toscani hanno messo in evidenza notevoli performance in alcune tipologie d’ intervento chirurgico per le quali sono considerati delle eccellenze altri poli ospedalieri, come ad esempio Cisanello. «Si tratta di graduatorie ­ precisa Saccardi ­ che non hanno assolutamente la finalità di individuare i bravi e i meno bravi. Servono a noi per individuare delle politiche virtuose da mettere a punto e da applicare. Sono degli elementi che ci servono per impostare la programmazione». Per Saccardi può esistere solo un tipo di competitività. «Fa bene alla sanità ­ dice ­ quella virtuosa, in relazione alle professionalità. Ma deve essere chiaro che la Toscana è un’ unica squadra, composta da giocatori non rivali. Ognuno con il suo ruolo e la sua “mission”. La nostra regione deve essere intesa e valutata nella sua interezza e i dati ci dicono ancora una volta che la capacità attrattiva della sanità toscana è molto alta e che sono molti di più i pazienti che vengono a curarsi da noi dei toscani che decidono di andare fuori regione. In questo contesto, molto del merito va proprio a Cisanello, un’assoluta eccellenza italiana». Saccardi chiude sull’esigenza di fare maggiormente “rete”. «Se ancora non siamo riusciti ad ottenere i risultati sperati sul fronte delle sinergie ­ sostiene l’ assessora regionale ­ mi dispiace. Ma stiamo lavorando perché cresca la consapevolezza tra tutti gli operatori chiamati in causa. A partire dai direttori dei dipartimenti inter­aziendali e dai membri dell’apposita commissione che valuta le nuove tecnologie, che devono essere ripartite sulla base delle competenze e della casistica».

Fonte: Il Tirreno Pisa

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