Niente Tac a 257 km da casa grazie all’aiuto del Tirreno

Promozione per il policlinico di Carrara

Si avvia verso il lieto fine la vicenda della signora Giovanna Marchi, l’83enne carrarese che, secondo l’appuntamento assegnatole dall’azienda sanitaria locale, avrebbe dovuto farsi un viaggio di 257 chilometri per effettuare la Tac di controllo prescritta dal medico al momento delle dimissioni dal Noa, dove era stata ricoverata a seguito di una caduta.

Dopo aver denunciato il caso dalle pagine de Il Tirreno, il figlio della donna, Giovanni Gandolfi si è messo in contatto con il responsabile del Centro Unico Prenotazioni di Massa-Carrara, Enrico Raggi, che si è impegnato a trovare per l’anziana una soluzione più agevole. Non si tratta, va precisato, di un “favoritismo” dovuto al clamore mediatico della vicenda. Come aveva spiegato l’operatore del Cup al momento dell’assegnazione dell’appuntamento al signor Gandolfi, e come ha ribadito lo stesso dottor Raggi, i pazienti possono ricontattare Asl per verificare se, nel tempo, si liberano posti per ricevere la prestazione in una sede più vicina.
Va detto però che nel caso della signora Marchi c’è stato un intoppo. Lo ha ammesso lo stesso direttore del Cup nel corso di una telefonata, ieri mattina, con il signor Gandolfi, per fare chiarezza sull’accaduto.
In primo luogo, sull’impegnativa per la richiesta della Tac di controllo a 30 giorni dalle dimissioni, non avrebbe dovuto essere indicata la priorità “breve”, che comporta una richiesta di appuntamento entro dieci giorni. «Con questo vincolo il sistema cerca appuntamenti entro una certa data, di qui la prima opzione sottoposta al signor Gandolfi, quella per i primi di gennaio, di fatto non corrispondente alle esigenze della paziente» precisa il dottor Raggi.
Questo errore ha dunque innescato una “falla” nel sistema che ha proposto, come seconda opzione, la Tac a Castel del Piano: secondo il dottor Raggi infatti il sistema informatico di Asl Toscana Sud Est è sì collegato a quello della nostra azienda, ma con impostazioni diverse, che hanno permesso di individuare un appuntamento più corrispondente alle esigenze della signora Marchi, in termini di tempo – l’esame doveva essere effettuato 30 giorni dopo le dimissioni – ma non certo dal punto di vista logistico.
E mentre consultava il sistema informatico, restando al telefono con il signor Gandolfi, il dottor Raggi ha ammesso che il primo appuntamento utile per una Tac in provincia, escludendo le priorità, sarebbe per i primi di aprile.
Le opzioni proposte fin qui alla signora Marchi risultano tutte inadeguate o per la tempistica – un appuntamento troppo presto i primi di gennaio e uno troppo tardi, a inizio aprile – o per problemi logistici, vedi la trasferta da 257 chilometri a Castel del Piano.
Possibile che l’azienda sanitaria non riesca a trovare un posto libero per una Tac in provincia a fine mese?
«La soluzione è quella di andare ad attingere agli appuntamenti riservati alle impegnative con priorità “a breve”, che anno fissati entro 10 giorni, facendo scattare la richiesta dopo la metà di gennaio, così da avere la Tac a fine mese» ha spiegato il dottor Raggi impegnandosi personalmente a riferire al signor Gandolfi la data esatta dell’esame di sua madre.
Insomma sembra proprio che questa volta Asl sia riuscita a trovare la quadratura del cerchio, complice anche la determinazione dei famigliari della signora Marchi: «Ho voluto portare il caso all’attenzione dell’opinione pubblica – spiega Gandolfi – non per avere qualche privilegio, visto che avevamo già deciso di non andare a Castel del Piano e di rivolgerci eventualmente a un privato. Ho chiamato Il Tirreno pensando a quelle persone che per vari motivi, economici o logistici, non hanno la possibilità di muoversi. Adesso grazie ai vostri articoli – conclude – tutti sanno che possono provare a chiedere al Cup soluzioni a loro più congeniali».

Fonte: Il Tirreno Massa Carrara

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