«Niente nido per i figli dei sanitari-Covid»

«Suo figlio domani non potrà entrare a scuola». Genitori infuriati, a una manciata di ore dalla riapertura dei nidi comunali che scatta questa mattina. La telefonata che ha mandato nel panico le famiglie (in primis quelle con i bambini al nido de I Passi ma, a catena, anche le altre) è arrivata ieri pomeriggio: porte sbarrate ai figli di medici, infermieri, tecnici, oss e personale dei reparti Covid o a rischio Covid. Niente inserimento per i piccolissimi (che prevede, tra l’altro, la presenza per le prime ore anche di un genitore) ma anche pesante incertezza sulla reale possibilità di frequentare per l’intero anno scolastico. Tutto è nato da una mail ricevuta dai referenti dei vari plessi, un messaggio firmato dalle dottoresse Marina Bellanti e Federica Fabrizi responsabili dell’ufficio del coordinamento pedagogico di Palazzo Gambacorti, sulla base delle indicazioni contenute nel decreto ministeriale sulla ripresa dell’attività scolastica in presenza per la fascia di età 0-6 anni. A partire dalla mail sono scattate le telefonate alle mamme e ai papà che lavorano in Aoup. Il problema sta tutto nell’autocertificazione necessaria per autorizzare l’ accesso dei singoli bambini, documento in cui il genitore dichiara di non aver avuto contatti negli ultimi 14 giorni con soggetti risultati positivi al Covid 19, persone malate o contagiate. Garanzia che, per chi in ospedale lavora ogni giorno, è impossibile da dichiarare e firmare.
Il caso, però, è emerso solo alla vigilia della prima campanella e l’ufficio del coordinamento pedagogico ha potuto solo bloccare tutto chiedendo alle maestre di avvertire velocemente i genitori. «Abbiamo posto la questione al Comitato scientifico pisano e richiesto con la massima urgenza indicazioni in merito», questa la prima risposta fornita dalla dottoressa Bellanti alle mamme che nel pomeriggio di ieri hanno iniziato a tempestare di telefonate il numero dell’ufficio. Protesta arrivata fino all’ assessore alle politiche educative Sandra Munno che non era a conoscenza dell’iniziativa presa dai propri uffici. Questo il messaggio inviato da un medico di un reparto ospedaliero Aoup (anche Covid) all’assessore Munno: «Sono stata chiamata alle ore 16.45 di oggi dalla maestra S., su indicazione della maestra B., del nido I Passi che mi ha comunicato di non portare domani mattina mia figlia al primo giorno di inserimento, in quanto è stata inviata una mail da parte delle dottoresse Bellanti e Fabrizi nella quale si specificava che i sanitari con contatti Covid non potevano accedere ai servizi d’infanzia. Ho contattato poi telefonicamente la dottoressa Bellanti la quale mi ha spiegato che non avevano preso in considerazione tale eventualità fino a quel momento. Lascio a lei le considerazioni del caso. Io poi mi adeguerò di conseguenza».
In serata, la tensione si è poi allentata, grazie ad una soluzione trovata in zona Cesarini: il Coordinamento pedagogico ha dato il via libera all’ utilizzo, almeno per i primi giorni (quelli di inserimento), di una dichiarazione scritta e firmata da parte dei genitori in cui i dipendenti Aoup affermano di aver avuto contatti con soggetti Covid ma «coperti e protetti dagli adeguati Dpi». Soluzione che stamani permetterà ai piccoli di entrare in classe in attesa di un protocollo definitivo.

Fonte: La Nazione Pisa

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