Muore di infarto e scoppia la bagarre. «Soccorsi in ritardo, pochi i mezzi»

Carlotta Balzani, presidente comitato salute casentinese

Muore in ospedale dopo un infarto: è polemica sui tempi di soccorso e sui voli in notturna di Pegaso nella vallata. L’arrivo dell’elisoccorso avrebbe potuto
evitargli la morte?
Il presidente del comitato salute casentinese Carlotta Balzani ne è convinta: «Poteva salvarsi».Il massaggio cardiaco dei familiari, il defibrillatore e l’ arrivo dell’ambulanza invece, non sono bastati a salvare la vita del 74enne di Chiusi della Verna che nella notte di ieri era stato colto dal malore. Erano le 22,52 quando il 118 ha attivato con un «sms alert» una persona della zona che ha portato a casa dell’ uomo il defibrillatore posizionato alla bocciofila. Intanto, grazie alle istruzioni telefoniche degli operatori, i familiari stavano sottoponendo l’ uomo ad un massaggio cardiaco. All’arrivo dell’ ambulanza, i soccorritori del 118 hanno continuato le manovre e trasportato l’ uomo al pronto soccorso di Arezzo. Ma proprio quando l’ uomo sembrava fuori pericolo, è arrivata la brutta notizia: nonostante l’ attivazione della «macchina dei soccorsi», il 74enne di Chiusi non ce l’ ha fatta. Poco dopo la diffusione della notizia, nella mattinata di ieri, il comitato ha chiesto un incontro con i dirigenti Asl per chiedere chiarimenti sui tempi di soccorso, riportando l’attenzione sul problema della mancanza di una piattaforma idonea a consentire l’ atterraggio in notturna dell’elisoccorso Pegaso a Chiusi della Verna, paese che dista un’ ora di strada di montagna dal pronto soccorso aretino. «Entro la fine di ottobre, la Regione ci aveva garantito la messa in sicurezza della piattaforma già esistente per l’ atterraggio in notturna dell’ elisoccorso, ma ad oggi niente è stato fatto ­ ha dichiarato il presidente del comitato Carlotta Balzani ­ non abbiamo nemmeno garanzie rispetto alla promessa dell’installazione di particolari visori notturni negli elisoccorsi tali da consentirne l’atterraggio senza adeguamenti particolari dei campi sportivi o delle piazzole e intanto una persona ha perso la vita.
Casi inaspettati come arresti cardiaci, per una vallata come il Casentino rappresentano ad oggi una vera e concreta emergenza, come pure i parti, i distaccamenti di placenta e qualsiasi altro caso tempodipendente, semplice o complesso che sia. Non c’è bisogno di morti per capire lo smantellamento sanitario che stiamo vivendo e che inevitabilmente ricade e ricadrà nelle nostre vite». Sulla questione era intervenuto con un’ interrogazione regionale anche il consigliere Marco Casucci che ha dichiarato: «Una mia specifica interrogazione consiliare chiedeva lumi in merito ma la risposta pervenutami a firma del direttore Desideri lasciava aperte alcune questioni in merito, in particolare riguardo all’ impossibilità di atterrare in orario serale, nonostante siano già stati sperimentati i particolari visori notturni che potrebbero essere diffusi su tutto il territorio». Secondo Casucci, che si è unito nella battaglia alla Balzani quindi, le tempistiche per Chiusi della Verna sarebbero tutt’altro che stringenti rispetto a quanto annunciato. «Più della metà dell’ ospedale di Bibbiena è a oggi vuoto nonostante gli investimenti da milioni di euro fatti negli ultimi dieci anni -­ ha concluso la Balzani ci appelliamo alla Regione e ai sindaci affinché prendano una decisione sul nostro futuro e chiediamo all’ assessore Stefania Saccardi di mantenere gli impegni presi il 28 gennaio 2017 a Campi Bisenzio, quando ci promise lo stanziamento di risorse per la piazzola di elisoccorso di Chiusi della Verna, stanziamenti mai arrivati».

Fonte: La Nazione Arezzo

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