Medicina d’urgenza e chirurgia, mancano specialisti

A Siena 12 milioni in arrivo

Sono anestesia e rianimazione, medicina e chirurgia d’urgenza, pediatria, radiodiagnostica, ostetricia e ginecologia, medicina interna e chirurgia generale le sette discipline mediche in cui in prospettiva, già fra qualche anno, si manifesteranno carenze di specialisti. Almeno per quanto riguarda la Toscana, ma il trend è più o meno lo stesso sul panorama nazionale, con numeri e necessità ancora maggiori. Questo è quanto rivela un’ analisi condotta nelle strutture del servizio sanitario regionale toscano, alla base della delibera regionale con cui sono state annunciate 132 borse di specializzazione a beneficio delle tre università toscane di Siena, Pisa e Firenze.Sono le borse, i contratti di formazione per le Scuole di medicina finanziate dalla Regione in aggiunta a quelle del Ministero dell’Università e ricerca. L’analisi condotta sul sistema sanitario della Toscana ha evidenziato appunto alcune carenze di professionisti, specialisti in alcune discipline, evidentemente da rinforzare. Delle 132 borse aggiuntive promesse (108 sostenute dalla Regione e 24 dall’Azienda Usl Toscana Centro) ben 34 sono assegnate all’Università di Siena, presente all’annuncio in Regione con il rettore Francesco Frati. Si viene ora a sapere che le 34 borse messe a disposizione sono così suddivise fra le Scuole di medicina senesi, che fanno capo all’Università, in modo da rispondere alle carenze evidenziate: 3 sono per Anestesia e rianimazione; 2 per chirurgia; 1 per igiene; 1 per dermatologia; 1 per ematologia; 2 per endocrinologia; 1 per genetica e 1 per geriatria; 2 per ginecologia; 1 per apparato respiratorio; ben 16 per medicina d’ urgenza; ancora 1 per medicina interna; 1 per neurologia e 1, infine, per pediatria. «Non c’ è carenza di medici, almeno non ne abbiamo alle Scotte, quanto di specialisti», aveva detto a margine di una conferenza qualche giorno fa il direttore generale del policlinico senese Valter Giovannini. E le specializzazioni più carenti erano proprio quelle confermate con l’annuncio delle borse aggiuntive.
«Bene l’aumento dei posti aggiuntivi per gli specializzandi in medicina delle tre università toscane – il commento di Stefano Scaramelli, presidente della Commissione regionale sanità – e buona anche l’intuizione per cui gli specializzandi siano impegnati per 5 anni a lavorare nella nostra regione, resta però ancora strada da fare». Perchè «mentre in Toscana assistiamo all’incremento del numero di tutte le borse di studio e alla creazione di sinergie e collaborazioni innovative tra le Università di Firenze, Siena e Pisa – precisa e rilancia Scaramelli – rimane però il tema irrisolto e per ora affatto sostenuto di arrivare a quella programmazione di lungo periodo per fronteggiare la carenza, in previsione, di medici specialisti e arginare l’aumento di medici che partono per esercitare all’ estero la propria professione. Un tema che nessuna Regione da sola può affrontare e che è destinato a contribuire ad aumentare in maniera negativa quel divario fra le diverse realtà territoriali nel nostro Paese».

Fonte: La Nazione Siena

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