Medici via dal Pronto Soccorso. L’Asl: 7 giorni per una proposta

Nuovi rinforzo per i pronto soccorso toscani

Sette giorni. E’ il tempo chiesto dall’azienda Asl Nord Ovest ai sindacati dei medici del 118 per trovare una soluzione al rischio emorragia di medici dal pronto soccorso. Un problema che tocca da vicino il presidio di Cecina dal momento che – secondo le previsioni – da settembre dovrebbero lasciare il pronto soccorso cittadino 10 medici su 16. La vertenza dei medici del 118 è da giorni sul tavolo aziendale. Anticipata da una lettera scritta da 25 medici del 118 delle province di Livorno e Massa. Che chiedono, in sostanza, incentivi per l’attività di pronto soccorso diventata “insostenibile” (per numero di pazienti curati e per l’acuirsi del rischio clinico).Gli stessi medici hanno detto che senza un adeguato riconoscimento della professionalità, si limiteranno a salire solo sulle ambulanze. A Pisa, ieri mattina, si è tenuto il tavolo tra le organizzazioni sindacali dei medici convenzionati 118 e l’azienda Asl Toscana Nordovest. «Doveva essere un tavolo decisivo per scongiurare la crisi del pronto soccorso», affermano in una nota Umberto Vetrano, Snami Asl Toscana Nordovest, Alberto Nannelli Snami-Cimo Toscana e Giovanni Belcari, responsabile nazionale Snami 118.
«Una criticità emersa solo negli ultimi mesi, ma che gravava sui Pronto Soccorso di quasi tutta l’azienda, dove i medici convenzionati vengono utilizzati come tappabuchi in reparti non di loro appartenenza, da anni, e senza nessun incentivo che ne riconosca l’impegno e l’opera. Si, perché tali medici 118 da un iniziale disponibilità di tempo in pronto soccorso, prestata in deroga al loro contratto che lo ricordiamo, è di medici di ambulanza, si sono via via trasformati in colonne portanti di un sistema non loro, quello del pronto soccorso appunto, rimanendone imbrigliati, e talvolta “moralmente costretti” a salvarne le sorti, grazie al loro individuale senso di responsabilità e spirito di sacrificio». «Dopo lunghi anni il senso di esasperazione è stato forte, ed a luglio è arrivato l’ultimatum all’ Asl – continuano i medici – dal primo settembre i medici aderenti alla sigla sindacale Snami saranno fuori dai Pronto Soccorso aziendali. Una scelta mai vista prima, certamente sofferta, ma lungamente meditata, e frutto dell’incapacità per anni, di una efficace programmazione del servizio in reparti così delicati.Nel confronto di ieri l’Asl “pare aver compreso la drammaticità del momento e la impellente gravità di una situazione che poteva portare dal primo settembre alla chiusura o al fortissimo ridimensionamento di 4 Pronto Soccorso della Asl, tra cui Cecina e Piombino.
L’azienda ha chiesto a Snami una settimana di tempo per fornire una risposta efficace, che tutti auspichiamo proporzionata alle richieste fatte, chiedendo a Snami di far temporaneamente congelare la decisione dei circa 25 medici convenzionati, di uscire definitivamente dai Pronto soccorso aziendali». E concludono: «Come dimostrazione di buona volontà, ed ennesima prova dell’attaccamento alla professione dei medici professionisti coinvolti, Snami ed i propri medici, attenderanno pertanto l’esito dell’ultimo e decisivo incontro il prossimo 2 settembre, garantendo il servizio dei medici convenzionati nei Pronto Soccorso fino al 15 settembre». Se il 2 settembre non saranno date risposte congrue alle richieste dei medici, quest’ultimi cesseranno la loro attività definitivamente dal 16 settembre.

Fonte: Il Tirreno

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