Medici senza stipendio. Lo Stato liquida 3,5 milioni

Consulti via web per i medici al tempo del Covid

Hanno ricevuto quasi 3 milioni e mezzo di euro di risarcimento dallo Stato per aver lavorato in corsia senza essere pagati. Per 110 medici toscani, tutti specializzati tra il 1978 e il 2006, una sentenza che arriva grazie alle azioni collettive intraprese con Consulcesi, network legale in ambito sanitario con oltre 100mila clienti in tutta Italia. E la Toscana, in questa partita legale, si è presa oltre un quinto di tutti i rimborsi con i quali lo Stato ha sanato il contenzioso con gli ex specializzandi.A LAVORO SENZA ESSERE PAGATI

Tutto nasce da una direttiva dell’Unione Europea che prevede un corretto trattamento economico per i medici specializzati. In Italia, però, questa direttiva non è stata rispettata perché i dottori durante la specializzazione, dal 1978 fino al 1994, non sono mai stati pagati. Anche se impegnati a pieno regime in turni a volte molte pesanti negli ospedali. Solo dal 1994 e fino al 2006, poi, questa anomalia è stata sanata. Ma solo in parte, con una sorta di rimborso spese non ancora in linea con quanto dettato dall’Ue.

I DATI DEI RIMBORSI

In Italia sono stati 474 i medici rimborsati tramite Consulcesi, di questi 110 sono toscani. La parte del leone spetta a Firenze con 36 dottori ai quali lo Stato ha staccato assegni per un totale di 1. 140. 00 euro. Seguita da Pisa con 14 medici risarciti per un totale di 443. 000 euro. Seguono Lucca con 380. 000 euro e 14 medici vincitori del ricorso. A seguire la provincia di Arezzo con 11 medici (348. 000 euro risarciti), Livorno con 9 professionisti (rimborso pari a 284. 000 euro) passando per le altre province con Pistoia con 8 medici e 253. 000 euro, Siena con 7 medici e 222. 000 euro, Prato con 6 medici e 190. 000 euro, Grosseto con 4 medici e 127. 000 euro chiudendo con Massa Carrara con 3 medici risarciti per un totale di 94. 000 euro. In media ogni medico ha ricevuto un rimborso di 31. 645 euro.

NON C’È PRESCRIZIONE

«Questa è una tappa decisiva del contenzioso tra Stato ed ex specializzandi – ha spiegato Marco Tortorella, avvocato specialista in questo tipo di procedimenti –. L’assenza di sentenze e normative chiare e univoche sulla posizione dei medici immatricolati dal 1978 in poi non dà la certezza del decorso in prescrizione. Questo riapre la partita e diventa una ragione in più per continuare a far valere i diritti dei ricorrenti».

“BUCO” DA MILIARDI DI EURO

I medici rimborsati sono già migliaia per un totale di 530 milioni di euro. Di fronte al rischio di una vera e propria voragine nei fondi pubblici, spetterà al nuovo Parlamento il compito di individuare finalmente una soluzione normativa per scongiurare un esborso complessivo stimato in oltre 5 miliardi di euro. Questa tranche di rimborsi, dunque, non sarà l’ultima. Lo Stato, infatti, sarà oggetto di una nuova valanga di ricorsi, da cui potrebbero derivare ulteriori e più salati esborsi. Il tutto, aggravando ulteriormente il

lavoro dei già oberati tribunali italiani, senza che sia mai stata individuata una soluzione per porre fine alla lunga vertenza. Nel frattempo Consulcesi si prepara a una nuova azione collettiva già programmata a partire dal 18 luglio.

 

Fonte: Il Tirreno

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