«Medici scovati sul web? Meglio una verifica in più»

Dal presidente dei medici pratesi un invito a stare attenti al web

Per una panoramica completa, una pulizia dei denti e uno smacchiamento bastano 19,90 euro. Se al posto dello smacchiamento vogliamo lo sbiancamento dei denti il prezzo sale, ma nemmeno troppo: 39,90 euro e si esce dal dentista con un sorriso scintillante come quello di un attore di Hollywood.Non è un sogno ma sono i prezzi che circolano sui vari siti, tipo Groupon. Le offerte sono tante e attirano centinaia di persone che, magari, si trovano in difficoltà a pagare i conti salati del dentista. Una realtà non sempre cattiva (anzi) ma di cui è bene fare attenzione prendendo le giuste contromisure senza rischiare di finire nelle mani di ciarlatani che non hanno i titoli per esercitare la professione medica come accaduto con lo studio scoperto dai Nas e dalla guardia di finanza in pieno centro a Prato.
Ma come evitare di cadere in certe trappole? «Usando l’intelligenza – avverte il presidente dell’ordine dei medici di Prato, Guido Moradei – Internet è uno strumento meraviglioso ma pieno di truffe ed è bene fare attenzione.
Quando si decide di accedere a certe prestazioni, nel dubbio, è meglio chiedere informazioni all’ordine dei medici. E’ un servizio che facciamo: fornire i titoli dei dottori. Poi, come in tutte le cose sarebbe bene usare il buonsenso». Della stessa opinione Giuseppe Magro, presidente dell’ordine degli odontoiatri, che era al corrente dell’ indagini dei Nas. «Come ordine abbiamo presentato un esposto ai Nas su questo studio dentistico – spiega Magro – La commissione deciderà se prendere provvedimenti disciplinari. La legge prevede sanzioni importanti. Per ora è arrivata la segnalazione degli inquirenti. In queste circostanze è sempre meglio accertarsi chi è la persona a cui ci si affida». Magro ribadisce che anche l’ordine degli odontoiatri mette a disposizione un servizio per verificare se il dentista da cui ci si reca ha i titoli per svolgere quell’attività o è abilitato a svolgere certi servizi. Insomma, una verifica in più non guasta mai.
«E’ sempre meglio diffidare della pubblicità in ambito medico – prosegue Magro – Nella legge di bilancio c’è un nuovo emendamento, già approvato, su questo tema. Sii spera che con questo emendamento si possa correggere il decreto Bersani del 2006 che ha portato alla liberalizzazione della pubblicità anche nelle prestazioni sanitarie.
Per fare pubblicità prima era necessario il nullaosta preventivo dell’ordine di riferimento. Al momento non è così e questi messaggi possono essere corretti solo dopo che sono usciti. Avevamo chiesto che fosse istituito di nuovo il controllo preventivo dell’ordine, come era prima del decreto Bersani, ma non siamo riusciti a ottenerlo. Il nuovo emendamento servirà almeno a frenare il flusso della pubblicità selvaggia. Gli ordini potranno intercettare pubblicità non corrette e sanzionare».

Fonte: La Nazione Prato

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