Mancano le sale operatorie: l’ospedale rosa non parte

Buoni risultati al Noa di Massa

Ricordate l’ospedale rosa? Cecina sarebbe dovuta diventare un polo sanitario per la donna, non solo punto di eccellenza della Ginecologia – come attualmente è – ma anche sede di importanti attività di Senologia, diagnostiche, chirurgiche e post chirurgiche. Il progetto della Regione e dell’Asl prevedeva (anzi, prevederebbe tuttora) che a Livorno si curasse la parte maligna, mentre a Cecina potesse essere portata buona parte della chirurgia ricostruttiva, gli interventi benigni e la riabilitazione post operatoria. Per adesso però di tutto questo non c’è nulla.L’unica attività che è partita è quella ambulatoriale: lo scorso mese da Pontedera è arrivata per questo la dottoressa Laura Roveda. È una bandierina, sicuramente importante perché all’ambulatorio sono affidate funzioni di rilievo tra cui le medicazioni post intervento o la consegna del referto istologico con la relazione del Gruppo Oncologico Multidisciplinare per l’iter terapeutico e la programmazione del follow-up. Ma, sebbene anche di recente il dg dell’Asl Maria Letizia Casani abbia confermato che l’ospedale rosa si farà, la parte clou dell’operazione per
ora è una bella intenzione rimasta sulla carta. Il progetto – lanciato ufficialmente la scorsa estate da Asl e Regione – sta andando molto a rilento e ha trovato diversi ostacoli. Se dal lato di Ginecologia c’è ancora la questione del primario Andrea Antonelli costretto a dividersi su 4 sedi (oltre a Cecina, anche Livorno, Piombino e Portoferraio; a proposito è passato il 25esimo mese e il primario di Ginecologia di Livorno ancora non c’è), sul fronte della Senologia il quadro è assai più complesso: di fatto l’equipe di Casella non ha mai operato a Cecina. Il motivo? La mancanza di sale operatorie.
Il problema tra l’altro è lo stesso che sta frenando l’ attività senologica anche a Livorno, dove circa 400 donne stanno aspettando di essere operate con tempi che per le priorità A – quelle più gravi – superano i due mesi di attesa. Nel blocco operatorio di viale Alfieri la Senologia ha attualmente a disposizione due sedute (da mattina a sera) a settimana, ma negli altri giorni della settimana non è riuscita a trovare spazi su Cecina per gli interventi di minor complessità e per la parte ricostruttiva. Se questa è la situazione ad oggi, è palese che la partenza di Casella, con la situazione complicata che si troverà ad affrontare il reparto di Chirurgia della Mammella di cui parliamo sopra, renderà tutto ancora più complicato.

Fonte: Il Tirreno Cecina

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