Mancano i medici e il pensionato è costretto a tornare

In montagna i medici sono specie rara

Matteo Prati si è dimesso dal suo ruolo di medico di famiglia, Nilo Vivarelli è disponibile a tornare ad indossare il camice dopo la fresca pensione. E adesso sulla montagna pistoiese si cercano due nuovi dottori con assunzione stabile e si spera nelle prossime graduatorie di settembre. Prati aveva sostituito Nilo Vivarelli andato in pensione. Mentre Alice Iori sta sostituendo il dottor Massimo Cantalini, deceduto.Il giovane Matteo Prati aveva un totale di oltre 1.200 pazienti. La laurea in medicina e chirurgia è, per Matteo Prati, la seconda strada intrapresa. Nel 2002 si laureò in psicologia e dal 2004 svolge la professione di psicoterapeuta. «Matteo Prati – spiega il vice sindaco di San Marcello-Piteglio Roberto Rimediotti, che ha la delega alla sanità – si è dimesso per motivi personali. Ha chiesto lui stesso di andar via. A questo punto l’Asl ha fatto subito una ricerca per reperire un nuovo medico che lo sostituisse ma senza successo. Quindi è stato raggiunto un accordo tra l’azienda sanitaria e Prati. Quest’ultimo si è reso disponibile a ricoprire la titolarità fino alla fine di agosto ma negli ambulatori, di fatto, i pazienti troveranno altri dottori».
Nello specifico si tratta di Abramo Ponticelli in questi giorni, Nilo Vivarelli per le prossime due settimane mentre l’ultima settimana toccherà a Filippo Ducci. Ricordiamo che Matteo Prati era diventato il nuovo medico di famiglia dallo scorso maggio ed aveva, indicativamente, un incarico per un anno. A questo punto il mese di agosto sarà coperto ma poi dal prossimo settembre il problema dei medici di famiglia tornerà nuovamente a galla. «Alla fine di questo mese – prosegue Rimediotti – sarà escussa la graduatoria dei medici per capire se ci sono due figure con i titoli richiesti che vorranno accettare il posto in montagna per sostituire Cantalini e Vivarelli. E devo ammettere che se non si dovessero trovare, ci troveremo in difficoltà e si dovrà trovare una nuova soluzione».
Il problema di reperire i medici di famiglia non è una questione da poco ed è ormai noto. E’ diventata una realtà, e lo sa bene il vicesindaco Roberto Rimediotti. «Purtroppo il problema esiste – afferma Rimediotti – e non è facile trovare il medico in possesso dei titoli necessari disposto a venire a coprire gli ambulatori della nostra montagna. Se ne parla di continuo di questa problematica. Esiste una carenza di medici a causa del numero chiuso nelle Università, cosa che anni fa non c’era e uscivano molti più medici. In secondo luogo è risaputo che tutte le zone periferiche, come la montagna pistoiese, non sono affatto appetibili e quindi la difficoltà di amplifica. C’ è solo da sperare che con il prossimo mese di settembre si trovi la giusta soluzione altrimenti, come ho detto, nasceranno sicuramente delle difficoltà concrete».

Fonte: Il Tirreno Pistoia

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