Manca personale sanitario scatta lo stato di agitazione

Ospedale Villamarina di Piombino

Piano assunzioni, la rsu Asl nord ovest ha dichiarato lo stato di agitazione. Emilio Chierchia, presidente dell’organismo sindacale, ha inviato la comunicazione ai vertici aziendali, in Regione e al prefetto.La vertenza aperta da Cgil,­Cisl, ­Uil ed Rsu si prefigge il miglioramento della condizione in cui lavorano centinaia di operatori sanitari, che con organici ridotti sono perennemente a rischio.
Solo a Piombino mancano una trentina di persone. Va di conseguenza il legame tra l’assistenza ai cittadini e le buone condizioni di lavoro degli operatori.

La convocazione dell’azienda è arrivata per il 12. In mancanza di risposte ritenute congrue, si andrà allo sciopero. «Ci andremo inevitabilmente, ad esempio, se l’ Azienda continuerà con la filastrocca “abbiamo il personale che serve”. Se invece si renderà disponibile ad un vero confronto sulle criticità, allora si potrà discutere di diritti al giusto riposo, a normali carichi di lavoro e all’adeguata assistenza per i cittadini», afferma Paolo Camelli (Uil fp). Che fa un paio di esempi: nei reparti di degenza ci dovrebbe essere un infermiere ogni cinque posti letto. Oggi il rapporto è uno a sette.
Questo significa che applicando lo standard assistenziale riconosciuto in tutti i sistemi sanitari avanzati
di Europa, nella Asl Nord Ovest servirebbero 320 nuovi infermieri oltre la normale sostituzione di pensionamenti, mobilità, maternità, infortuni, ferie, part­-time, legge 104.
Altro esempio, il pronto soccorso dove il personale viene calcolato con un parametro riferito agli accessi e non alla loro complessità. Nel 2010 gli accessi complessi erano il 73% del totale, nel 2016 sono stati l’80%.
«Ciò significa ­- prosegue Camelli ­ che sono aumentati fortemente i carichi per medici, infermieri, oss ma anche per le diagnostiche. E tutto questo, quando va bene, con lo stesso personale del 2010».
Per la Uil in sostanza, serve un confronto vero su organizzazione del lavoro e fabbisogno assistenziale «tanto più possibile ora che la Regione assegnando le risorse finanziare per il 2018 ha incrementato di 220 milioni il fondo 2017».
Sulla «insopportabile stallo nella prevista stabilizzazione dei precari» si sofferma Simone Assirelli, responsabile Sanità della funzione pubblica Cgil. Che chiede alla Regione e alle Asl di premere l’acceleratore su questo tema, preannunciando, in caso contrario, mobilitazione.
Dopo aver ricordato gli impegni sottoscritti e mantenuti dai sindacati, Assirelli aggiunge: «Noi abbiamo fatto tutto quello che era possibile, ora chiediamo che anche gli altri, e nello specifico Regione e Asl, facciano quanto di loro competenza.
Siamo stanchi di aspettare, basta giocare con la vita delle persone. Persone sfruttate e ricattate con contratti a tempo determinato, su posti stabili per anni, con lo spauracchio del rinnovo sì o rinnovo no.
Ora vogliamo i fatti . La politica, che ha creato il problema precarizzando il lavoro, faccia il suo dovere e subito.
Solo in provincia di Livorno tra quelli ancora in servizio e quelli “scaduti” ma che hanno tutti i requisiti parliamo di almeno 60 persone, di vari profili come infermieri, Oss e tecnici».

Fonte: Il Tirreno Elba-Piombino

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