«Manca il medico, facciamo i pendolari»

Disagi a Rigomagno per l'assenza del medico

«Da ormai un mese siamo costretti a fare i pendolari per le visite mediche, a causa dell’assenza dallo scorso mese di maggio del medico condotto del paese che quotidianamente veniva nell’ambulatorio di Via dei Fossi, ricavato all’ interno dei locali della ex Scuola elementare di Rigomagno». Così Stefano Baldoni, uno dei tanti assistiti che abita nel centro storico del paese, che si trova costretto a fare anche 25 chilometri tra andata e ritorno per raggiungere Sinalunga e potersi recare dal dottore. «Una situazione paradossale – aggiunge – in un paese come il nostro dove l’ ambulatorio rappresenta un importante punto di riferimento, in particolare per gli anziani».
E la cosa sta coinvolgendo anche Guazzino, un’altra frazione di Sinalunga, dove il medico titolare dell’ambulatorio svolgeva la sua attività parallelamente a quella di Rigomagno. «Qui in paese i disagi sono meno rilevanti che a Rigomagno – puntualizza Luciano Brogi – vista la vicinanza con Bettolle e Sinalunga. Anche se il problema investe più di mille persone, molte delle quali che non hanno la patente di guida e si vedono costrette a farsi accompagnare nei paesi limitrofi quasi quotidianamente per le visite di routine». Una situazione davvero complicata per la quale abbiamo chiesto anche il parere del primo cittadino di Sinalunga Edo Zacchei.
«Purtroppo – precisa Zacchei – il medico titolare, ora indisponibile, non aveva uno studio associato e non aveva di fatto un sostituto. Condizioni, queste, che stanno complicando il suo avvicendamento. Addirittura la Asl ha fatto ricorso ad una graduatoria regionale contattando 240 medici iscritti, nessuno dei quali si è però reso disponibile. Il medico di medicina generale – continua il sindaco – non è dipendente dall’azienda sanitaria e il suo è un rapporto soltanto di natura convenzionata. Ci stiamo comunque adoperando e, come ho riferito alla cittadinanza presente in massa alla riunione di lunedì sera nella sala consiliare, la soluzione sembra in dirittura d’ arrivo. Non è escluso che nella prima decade di luglio si renda disponibile un medico del comprensorio che sembra abbia accolto le nostre richieste. Speriamo che sia così – conclude Zacchei – perché attualmente le istituzioni hanno le mani legate e soltanto la disponibilità di qualche volenteroso può risolvere il problema, sempre compatibilmente con il massimale di pazienti eventualmente già in carico».

Fonte: La Nazione Siena

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