Lucca, pronto soccorso: i medici incalzano la Asl

Alessandro Tambellini, sindaco di Lucca

Le strutture pronto soccorso dell’Asl Toscana nord ovest al centro della conferenza aziendale dei sindaci ieri al Campo di Marte. Il presidente Samuele Lippi ha sottolineato «la necessità di dare un sostegno, vedremo in quale forma e con quali modalità, ai medici di medicina generale, che hanno una funzione fondamentale a livello territoriale. La conferenza aziendale dei sindaci ­ ha aggiunto­ è impegnata nel garantire in tempi rapidi l’ avvio del Pal, strumento che riveste un ruolo fondamentale nella pianificazione dei percorsi assistenziali, al di là delle specificità delle singole zone. L’ assemblea lavorerà a ritmi serrati per raggiungere quanto prima l’obiettivo e garantire sempre maggiore appropriatezza di interventi socio­sanitari».

Sul pronto soccorso il sindaco Alessandro Tambellini ha sottolineato «come la pressione che si è venuta a creare su quello del San Luca abbia generato una situazione di allarme generalizzato. Se il problema maggiore che produce queste situazioni di sovraccarico è rappresentato dalle cronicità, faccio notare che sappiamo da anni che la popolazione invecchia e dunque è chiaro che è necessario organizzare il sistema in base anche a queste esigenze. È indispensabile lavorare sui medici di medicina generale, affinché siano più coinvolti nel contenere gli “accessi impropri”, e dall’altra parte si deve intervenire sulla sanità territoriale. L’azienda ci dice che Lucca con i suoi posti letto di cure intermedie ha una dotazione maggiore rispetto ad altri territori: a mio avviso, al di là dei parametri numerici è necessario individuare soluzioni per risolvere le criticità».
La direttrice generale dell’Asl Toscana nord ovest Maria Teresa De Lauretis ha presentato i dati su pronto soccorso e ricoveri. «Nelle ultime settimane abbiamo registrato un aumento di accessi nei pronto soccorso del 5% ma il fenomeno vero è l’ aumento consistente di codici rossi e gialli, quindi delle patologie più gravi, che impegnano di più personale e strutture. La sfida per noi è una gestione più corretta della ricaduta dei malati cronici, attraverso percorsi specifici da predisporre con gli specialisti di area medica e con i medici di medicina generale».

Fonte: Il Tirreno Lucca

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