Lucca, caos pronto soccorso gelo dei sindacati sulla riorganizzazione

image-3Pronto soccorso, soffiano venti di guerra. Sindacati insoddisfatti dalla proposta di riorganizzazione avanzata dall’azienda e soprattutto dalla mancata risoluzione della carenza di personale. A inizio settimana si terrà un’assemblea: si deciderà se riprendere lo stato di agitazione.

L’incontro di martedì in prefettura era organizzato per dare soluzione ai problemi del pronto soccorso ed era atteso da tempo: doveva essere il punto di arrivo di una trattativa che va avanti da mesi e che ha messo di fronte personale, sindacati e azienda. I problemi del resto, sono noti e sotto gli occhi di tutti: attese interminabili degli utenti, mancanza di posti letto e carenza di personale. In realtà il piano illustrato ai presenti dal direttore sanitario Mauro Maccari ha lasciato insoddisfatti i sindacati, che non a caso non hanno ancora preso la parola per dire la loro su quanto emerso. Probabilmente lo faranno oggi, attraverso una nota congiunta. Ma per capire che aria tira non c’è bisogno di aspettare.

Il piano illustrato ai sindacati prevede una rimodulazione della medicina d’urgenza, o come sostiene qualcuno, una sua chiusura. La medicina d’urgenza, pur facendo capo al pronto soccorso, si trova al primo piano del San Luca, mentre il resto del reparto è al piano terra. L’idea avanzata da Maccari prevede la ricollocazione di solo quattro posti letto della medicina d’urgenza (su 12) nei locali adiacenti ai 14 posti letto dell’osservazione breve intensiva (obi). Un “accorpamento” che i sindacati avevano già respinto. Nella visione dell’azienda i posti liberati al primo piano verrebbero destinati all’area medica. Inoltre l’Asl ha previsto l’istituzione di quattro letti di discharge room(area di dimissione): dovrebbero migliorare la condizione dei cosiddetti “destini”, ovvero i pazienti che attendono per ore (a volte anche 12 ore) di essere ricoverati in area medica. Ma anche questa misura è giudicata insufficiente o inadeguata. Insomma non ci siamo su tutta la linea.

La direzione ha assunto l’impegno di far pervenire ai sindacati il testo del progetto entro una settimana. A quel punto rappresentati dei lavoratori illustreranno il piano all’assemblea del personale per poi raccoglierne le osservazioni e fare eventuali controproposte. Che a quanto pare non mancheranno visto che il tanto atteso piano (contenuto in appena un paio di slide) è ben lontano dal risolvere i problemi che i sindacati segnalano da tempo. La nota dolente è soprattutto quella della carenza del personale, argomento di cui non si fa cenno nella nota della prefettura.

Un’assenza che i sindacati non hanno gradito. Parte tutto dalla questione del primario. Dal giorno del pensionamento del dottor Marco Rossi, avvenuto a fine 2014, il ruolo di responsabile è ricoperto da un facente funzione. E qui si innesta un altro motivo di disappunto: a maggio l’azienda aveva assicurato di aver dato mandato a Estar di avviare le procedure del concorso per la nomina. Ma ancora non ci siamo arrivati, almeno a Lucca. Perché nella vicina Versilia il primario del pronto soccorso è stato nominato appena pochi giorni fa: si tratta del dottor Giuseppe Pepe, che arriva da Careggine.

Ancora più nebulosa la vicenda dei medici: attualmente quelli in servizio sono 22 e l’Asl ha più volte riconosciuto che ne mancano tre. Dovevano essere assunti entro novembre ma non sono ancora arrivati.

Fonte: Il Tirreno Luccaimage-3

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