«L’ospedale non sarà ridotto»

Dal sindaco Castel del Piano altolà agli allarmi sull'ospedale

«Il mio silenzio non è assordante, anzi sono pronto ad accogliere qualsiasi interrogazione venga presentata in consiglio comunale perché al confronto non mi sono mai sottratto». A parlare è il primo cittadino di Castel del Piano, Claudio Franci, chiamato in causa dal Carroccio dopo il botta e risposta tra Lega e Asl sui numeri di Radiologia.Il sindaco tranquillizza: «Ogni volta che ci si avvicina alle elezioni esce il tema dello smantellamento dell’ ospedale – commenta Franci -. Il nostro nosocomio non chiuderà, sia chiaro». Il primo cittadino amiatino a sostegno della sua posizione snocciola qualche numero. «Sull’attività di radiologia non sto a ripetere quanto detto dalla Asl – prosegue -, ma ciò che mi sembra assurdo è che si parli di ridimensionamento e smantellamento nel momento in cui, solo qualche giorno fa, è stata nominata un’ ottima professionista nel campo dell’endoscopia e che presterà servizio anche a Castel del Piano».
«Si stanno inoltre concludendo i lavori di riqualificazione del reparto di medicina generale, si tratta di un lavoro importante – prosegue Franci – pari a un investimento di 1milione di euro». Tra gli impegni assunti, Franci fa sapere, che c’è il potenziamento dei servizi diagnostici. «La tac, la risonanza magnetica e la mammografia – continua il sindaco – sono presenti nel nostro ospedale. Inoltre ricordo che importante è stata la riqualificazione del Pronto soccorso. Insomma, che si agiti nuovamente la bandiera della chiusura dell’ospedale è fuori tempo».
«E’ offensivo – afferma Franci – anche per tutti i professionisti che quotidianamente lavorano al nostro ospedale e nella nostra sanità».
Che la sanità sia cambiata è comunque un dato di fatto e i cambiamenti hanno riguardato anche il monte Amiata ma per Franci pensare la sanità come 20 anni fa è sbagliato, peccato che secondo il primo cittadino, c’è chi ancora è rimasto al passato.
«Sono convinto – prosegue il sindaco di Castel del Piano – che il futuro delle nostre strutture sia legato sempre di più all’integrazione di funzioni e di attività, sia nei confronti dell’ospedale di Grosseto e di Siena, sia di quello di Abbadia San Salvatore, solo così sarà possibile salvaguardare la qualità degli interventi, e sarà possibile attrarre professionalità importanti, invogliate a lavorare nei nostri territori». Un altro importante investimento pari a un milione di euro, infine, riguarda l’Asp Vegni, di fianco al pronto soccorso.

Fonte: La Nazione Grosseto

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