L’ospedale fa tardi? C’è il rimborso

Il consigliere regionale M5S tra i contrari alla riduzione dei medici nelle ambulanze

Dal 2009 ad oggi al numero verde della Regione Toscana non è arrivata nessuna richiesta di rimborso, ma la possibilità c’ è e «se ne deve parlare», ha spiegato a margine del Consiglio regionale di due giorni fa il consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini. La possibilità non è altro che il rimborso delle spese mediche che, ogni toscano, può ottenere dal Sistema sanitario se un intervento chirurgico (o comunque una prestazione specialistica) non viene assicurata entro i tre mesi dalla richiesta (se non diversamente specificato). Come? Semplice: andando dal privato per poi presentare il conto alla Regione. Non tutti i tempi, infatti, nei nostri ospedali vengono rispettati.
Nel 2016, ad esempio, per una colecistectomia (l’ asportazione della cistifellea) ci volevano in media 104 giorni, come per un intervento di sostituzione dell’ anca. Di più (108) per una colecistectomia laparoscopica, mentre 115 per una prostatectomia transuretrale per iperplasia benigna (un intervento alla prostata). Il record dei tempi d’ attesa, purtroppo in negativo, riguarda gli interventi di ernia addominale, per i quali i pazienti l’ anno scorso hanno aspettato circa 117 giorni. «Tendenzialmente siamo nei tempi previsti di trenta giorni per gli interventi oncologici ­ ha risposto al consigliere pentastellato l’ assessora regionale alla Salute, Stefania Saccardi (Pd) ­ con scostamenti di pochi giorni, mentre difficoltà innegabili ci sono nella gestione della chirurgia programmata, specie nell’ ortopedia» e questo anche a causa della carenza di personale, che non consente di utilizzare pienamente le sale operatorie. Proprio su quest’ ultimo punto, l’ ex vicesindaca di Firenze ha spiegato che «stiamo intervenendo. Nell’ Usl Toscana Centro stanno per essere assunti 21 anestesisti e altro personale proprio per riorganizzare le sale». Nel complesso ­ ha sottolineato l’ assessora ­ «il dato medio regionale per singolo intervento, individuato come riferimento per la singola specialità, è riconducibile nella maggior parte dei casi alla tempistica attesa. Negli altri casi l’ eccesso per lo più è da ritenersi modesto». Saccardi ha anche ricordato che dal 2009 è stato istituito un numero verde regionale (800 556060 ndr) e che «nel corso di questi anni non è pervenuta nessuna richiesta di rimborso» per liste di attesa troppo lunghe. La risposta del consigliere Quartini non si è fatta attendere. «Meno male che nell’ oncologia c’ è il rispetto dei tempi. Sarebbe devastante se così non fosse», ha commentato l’ esponente del Movimento 5 Stelle, che ha parlato inoltre di «un vulnus comunicativo importante con l’ utenza», che a suo parere non sarebbe informata a dovere su questa possibilità. «Se c’ è il diritto di poter essere operati in una struttura privata e poi rimborsati ­ conclude Quartini, che conosce molto bene la questione in quanto medico dell’ ex Asl di Firenze ­ di questo diritto si deve parlare».

Fonte: Il Tirreno

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