«L’ospedale di Abbadia non verrà ridimensionato»

Buone notizie in arrivo per il presidio amiatino

«L’ospedale di Abbadia San Salvatore è al riparo dalle problematiche e dai rischi di ridimensionamento che stanno vivendo molti piccoli nosocomi». E’ questo il passaggio centrale di una nota del sindaco Fabrizio Tondi, rilasciata all’indomani della conferma (come da noi riportato lunedì scorso) della convocazione, il 26 agosto, dei dieci candidati che hanno presentato domanda per il posto di primario del reparto di medicina generale.«Per l’Amiata Val d’Orcia – aggiunge Fabrizio Tondi – è il coronamento di un progetto di sviluppo sanitario specialistico nel quale sia l’amministrazione attuale che quelle precedenti hanno fortemente creduto, e del quale, ad oggi, possiamo ritenerci particolarmente soddisfatti. È stato un percorso lungo e progressivo, caratterizzato da confronti e scontri con i vertici aziendali. Ma tutto sempre all’insegna dalla disponibilità al dialogo, lasciando da parte qualsiasi ideologismo precostituito, in un clima di collaborazione e fiducia reciproca. Così, lavorando insieme alla Usl, sono stati ottenuti gli ottimi risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti». Con l’arrivo del primario di medicina generale l’ospedale di Abbadia San Salvatore afferma la sua autonomia, pur facendo rete con gli altri ospedali di zona in maniera funzionale. Questo obiettivo non era, fino a pochi anni fa, di facile previsione. In alcuni momenti rappresentava un miraggio, perché nel processo di riorganizzazione degli ospedali che fanno capo alla Usl sud est, in prima battuta si pensava a relegare la struttura di Abbadia come ‘costola’ di quella di Nottola. E’ andata in altro modo, affermando, come accennato, l’autonomia del nosocomio badengo, così come deve essere per un funzionale presidio di ‘vicinanza’.
«Il nostro obiettivo è stato – dice ancora il sindaco – quello di rendere autonome tutte le nostre strutture principali nelle decisioni organizzative e di personale. Da qui sono ‘nate’ prima la Unità operativa semplice dipartimentale di pronto soccorso, poi quella di chirurgia, poi quella di endoscopia, poi quella di cardiologia, poi l’Unità complessa di radiologia, che vede Abbadia alla stregua degli altri due ospedali inseriti nella Uoc. Contestualmente non abbiamo mai rinunciato alla figura dell’anestesista, vero cardine intorno a cui ruotano tutte le attività più complesse di uno stabilimento e ‘assicurazione’ reale sulla vita dei nostri cittadini».
Va da se che una simile struttura non solo è un punto di sicurezza per i cittadini dei paesi della zona, ma rappresenta anche un punto di riferimento per i medici di medicina generale.

Fonte: La Nazione Arezzo

(Visto 5 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *