L’Opa quinto in Italia per interventi al cuore

Ospedale del Cuore di Massa, una struttura di eccellenza

Primo in Regione, quinto a livello nazionale. Se ci fosse ancora bisogno un’altra conferma dell’importanza anche quantitativa dell’attività dell’ospedale del cuore Pasquinucci, per quanto riguarda il volume d’interventi di cardiochirurgia pediatrica, ben 229 in un anno.Da un’indagine sui centri italiani più performanti curata da doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, emerge che la Fondazione Gabriele Monasterio e lo stabilimento ospedaliero di Massa, Ospedale del Cuore G. Pasquinucci è al quinto posto in Italia per volume di operazioni e che, in Toscana, quasi 9 residenti su 10 scelgono di farsi curare nella propria Regione.
Il contesto italiano è molto diverso da quello dei Paesi in via di sviluppo. Ogni anno, qui nascono circa 4.500 bambini cardiopatici le cui speranze di vita sono piuttosto alte. In base ai dati del Pne 2017, i centri che nel 2016 hanno eseguito interventi di cardiochirurgia pediatrica in Italia sono 38: il 42% si trova al nord, il 29% al centro e il 29% al sud. Della totalità dei ricoveri, il 55% è stato effettuato al nord, il 27% al centro e il 18% al sud. Il primo in Italia è l’ospedale S.Donato a Milano.
«In un Paese come il nostro, dove praticamente tutti i centri che si occupano di cardiochirurgia pediatrica dispongono di attrezzatura all’avanguardia, è l’esperienza a fare la differenza. Potendo scegliere, quindi, è sempre preferibile operare un bambino al cuore in un ospedale che vanti un alto numero di interventi annui. Studi svedesi hanno evidenziato che le strutture che eseguono più di 400 operazioni all’anno hanno una mortalità dell’8% contro il 14% di chi effettua meno di 300 operazioni. Visti i dati, in Svezia si è deciso di chiudere alcuni centri e di accorparne altri», spiega Alessandro Frigiola. «Orientare la casistica negli ospedali che vantano esiti migliori in funzione del volume di attività è tra gli obiettivi anche del PNE – programma gestito dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali per conto del Ministero della Salute – e del portale Dove e Come Mi Curo», spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del Comitato Scientifico di www.doveecomemicuro.it.
Ci sono poi i dati toscani, che confermano una certa fedeltà alla sanità regionale. L’ 11,6% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.L’ 88,4% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione. Il 34,8% di interventi sono stati eseguiti su non residenti.

Fonte: Il Tirreno Massa-Carrara

(Visto 16 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *