Livorno se la gioca con Careggi e Pisa

Spedali Riuniti di Livorno, i problemi nel personale si trascinano da anni

Aneurisma dell’ aorta addominale. Tumore al cervello. Tumore alla mammella. Colecistectomia. Negli interventi chirurgici riguardanti queste quattro casistiche l’ospedale di Livorno si scopre tra i più apprezzati di tutta la regione, in grado di giocarsela con le eccellenze toscane, le cliniche universitarie di Careggi e Cisanello e di far meglio delle Scotte di Siena. Il dato emerge dal monitoraggio dei tempi di attesa e dei volumi di casi trattati per le prestazioni in regime programmato, effettuato dall’ Agenzia regionale sanitaria. Dal dossier, 51 pagine che analizzano tutti gli interventi chirurgici di tutti gli ospedali pubblici e privati della Toscana nei primi nove mesi del 2017, emerge come gli Spedali Riuniti rispettino in oltre il 90% delle prestazioni le tempistiche previste dalla Regione e in moltissimi tipi di intervento garantiscano un servizio più veloce rispetto alla media regionale. Ma non è solo una questione di tempi: è evidente che in molti casi gli specialisti di viale Alfieri rappresentano un riferimento di affidabilità per i cittadini, anche provenienti da fuori Livorno. Lo si vede dal volume dal numero degli interventi, elemento spiega l’ Ars ­ da tenere in grande considerazione visto che per i tumori di mammella, colon, pancreas, fegato e stomaco, oltre che per la colecistectomia è rilevata in letteratura l’associazione tra volumi di attività ed esito delle cure. Partiamo proprio dall’ intervento per colecistectomia: a Livorno nei primi nove mesi di quest’ anno ne sono fatti 194, record in tutta la Toscana, escluse Careggi e Cisanello, che però hanno tempi di attesa assai più lunghi. Merito del lavoro svolto negli anni dell’ equipe guidata da Maurizio Viti. Un quadro simile emerge per quanto riguarda gli interventi per tumore alla mammella, dove l’ arrivo del primario Donato Casella ha trasformato l’ ospedale di viale Alfieri in un vero e proprio centro di riferimento ben oltre fuori provincia. Anche in questo caso hanno volumi più alti solo Pisa e Firenze, oltre a Prato. Ma considerando che la nascita della Breast Unit è avvenuta meno di un anno fa, è chiaro che la strada intrapresa da Livorno, fortemente voluta dal dg De Lauretis, è quella giusta: per farsi operare da Casella arrivano donne anche da Siena e Arezzo. Negli interventi per anuerisma non rotto dell’ aorta addominale poi, Livorno è allo stesso livello di Pisa nella classifica di apprezzamento dell’ utenza: il numero degli interventi effettuati dall’ equipe di Claudio Invernizzi (64) è lo stesso di Cisanello (66) e non molto distante da Careggi (90), il triplo di quelli effettuati a Massa, l’ altro centro di chirurgia vascolare della nostra Asl, nonostante alle Apuane possano contare un organico ben più numeroso di quello di Livorno. In 29 giorni la squadra di Invernizzi è in grado di garantire l’ intervento salva­vita. A Pisa ce ne vogliono 59, a Massa 40. L’altra eccellenza che merita la copertina è quella legata agli interventi per tumore cerebrale, disciplina specialistica di neurochirurgia presente solo nelle aziende ospedaliere universitarie e nell’ospedale di Livorno: ebbene, il reparto guidato da Orazio Santonocito, da gennaio a settembre ha effettuato 61 interventi, più di quanti ne hanno fatti Pisa (60) e Siena (47).

Fonte: Il Tirreno

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