Livorno: sanità al collasso. Ecco cosa bisogna fare per salvarla

Spedali Riuniti di Livorno

Anche l’ultimo consiglio comunale ha rappresentato una promessa non mantenuta da parte dell’amministrazione; non è infatti stato presentato, per la relativa approvazione, l’atto di indirizzo per la revoca dell’accordo relativo alla costruzione del nuovo ospedale. Sono ormai due anni che il cammino della sanità livornese è fermo al palo; al tramonto del 2016 le cose stanno esattamente come 24 mesi fa.

Sul tavolo i problemi sono sempre gli stessi: ospedale di Livorno, servizi socio­sanitari sul territorio, ospedale di comunità e molti altri. Ciò che preoccupa è il trascorrere del tempo, senza alcuna soluzione ai tanti problemi della sanità livornese. Il tutto amplificato dalla mancanza di un confronto con l’amministrazione, nonostante le ripetute richieste in tal senso di questa organizzazione.

Quasi che il problema fosse marginale anziché riguardare la totalità dei cittadini, 4000 dei quali sono anche lavoratori dell’azienda. Ed allora è opportuno sintetizzare, ancora una volta, le nostre istanze: ­Serve l’istituzione dell’ospedale di prossimità, necessario per lenire il drastico calo dei posti letti, peraltro testimoniato dalla percentuale più bassa di Livorno, dove ci sono appena 2,19 posti letto ogni 1000 abitanti. In particolare nei reparti di medicina generale e psichiatria ­ Occorre assolutamente restaurare una struttura che è ormai diventata fatiscente e poco funzionale, il che rende meno visibili le tante eccellenze del nostro ospedale (Neurochirurgia, Chirurgia vascolare ed altre).

L’ospedale di Livorno deve essere il riferimento per tutta la provincia e bisogna evitare che alcuni cittadini privilegino Pisa. Il che comporta l’ esplosione delle spese per l’ ex Asl 6. Al riguardo serve maggior chiarezza tra i vari soggetti interessati al tema sanità; non ci piace questo rimpallo di responsabilità.

Che ovviamente comporta una “non decisione” su temi che invece necessitano di decisioni sempre più pronte ed immediate.

Non ne possiamo più di ritardi, attese ed assicurazioni inevase; nel frattempo i problemi si dilatano a dismisura rendendo sempre più difficile trovarne la soluzione. Servono risposte pronte, concrete ed immediata, tocca al sindaco Nogarin darcele; come primo cittadino è il garante della salute dei cittadini. È arrivato il momento di investire nella sanità, creando lavoro e occupazione, e di farlo in fretta.

Fonte: Il Tirreno

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