Livorno, dal 2012 persi 59 posti letto nell’ospedale di via Alfieri

image-2Nel 2012 l’ospedale di Livorno contava 413 posti letto. Nel 2013 sono diventati 382, l’anno dopo 375, fino a precipitare a 354 nel 2015.

Il crollo – 59 letti in meno, cioè un 15% in quattro anni – spiega meglio di qualunque parola uno dei principali handicap di viale Alfieri, purtroppo non l’unico: la carenza di disponibilità nei reparti.

C’è un’altra strada per raccontare lo stesso problema: sono le storie dei pazienti. L’ultima, in ordine di tempo, è quella denunciata martedì dal Tirreno, che ha visto protagonista suo malgrado una signora ottantenne, cardiopatica, trapiantata di valvole, con una infezione al sangue in corso, costretta a stare 27 ore su una barella in un corridoio del pronto soccorso perché in tutto l’ospedale non c’era un solo posto libero.

I NUMERI DELL’ASL. A mettere nero su bianco i dati che riportiamo in questa pagina è la stessa Asl nelle relazioni sanitarie pubblicate negli ultimi quattro anni. Anche se – fanno notare dalla direzione aziendale – con la nascita della nuova maxi-Usl Toscana Nord Ovest nessun posto è stato tagliato. Anzi la curva quest’anno è tornata a salire tanto che ad oggi la fotografia parla di 362 letti in viale Alfieri (8 in più di un anno fa). Resta il fatto che in passato – in particolare sotto la gestione di Monica Calamai – più che le forbici sono state usate le cesoie.

DUE LETTI OGNI MILLE ABITANTI. Calcolatrice alla mano, a guardare i dati si capisce bene che il parametro previsto dalla Regione nella delibera di giunta 1235 del 2012 (3,15 letti ogni mille abitanti) era già abbondantemente violato nel 2012, quando c’erano 2,6 posti letto ogni mille abitanti. Ma da allora la situazione è gravemente precipitata al punto che siamo arrivati a 2,2 posti letto ogni mille persone (calcolando solo i 159mila residenti nella nostra città, mentre se si aggiungessero correttamente i 16mila residenti di Collesalvetti il parametro peggiorerebbe scendendo a 2 letti ogni mille persone).

GIÙ ANCHE I POSTI IN DAY HOSPITAL. Attenzione: stiamo parlando di posti letto ordinari. A questi vanno aggiunti quelli in day hospital. Anche in questo caso, stando alle relazioni dell’Asl, c’è stato un calo: da 71 del 2012 a 55 di oggi.

IN PROVINCIA VA ANCHE PEGGIO. Nel resto della provincia la situazione è anche peggiore: tra Portoferraio (61 posti), Cecina (128) e Piombino (112) i letti totali sono 301 per una popolazione di circa 180mila abitanti. Risultato 1,6 letti ogni mille persone. Va detto però che il confronto tra Livorno e il resto del territorio dell’ex Asl 6 è comunque non corretto, trattandosi da un lato di un ospedale di primo livello (con bacino d’utenza cioè sopra i 150mila abitanti e una serie di specialità) e dall’altro di presidi ospedalieri di base. Anche su queste strutture il calo è stato comunque notevole rispetto: nel 2012 Portoferraio era a 69, Cecina a 152 e Piombino a 151.

8 POSTI SU 10 OCCUPATI. C’è un paradosso nel confronto tra il calo dei posti letto e i casi quotidiani, come quello della signora costretta 27 ore in barella in un corridoio: si chiama ottimizzazione delle risorse. Perché in realtà, l’optimum per raggiungere la massima efficienza, sarebbe avere quasi tutti i letti occupati nei 365 giorni dell’anno.

In questa ottica Livorno è avanti rispetto agli presidi della provincia. Lo si legge nell’ultima relazione sanitaria: 80,83% di tasso d’occupazione. Significa che i letti di viale Alfieri sono stati occupati all’80% durante l’anno. Un buon dato a livello di efficienza, visto che più si sale verso il 100%, più l’utilizzo della struttura (e le relative spese) è ottimizzato, visto che di fatto tenere letti vuoti è un costo. Nel caso di Livorno il 20% mancante rappresenta l’indice di ricettività residua.

C’è un rovescio della medaglia però: è il fatto che più il tasso è alto, più i letti sono occupati, più c’è la possibilità per i pazienti che hanno necessità di un ricovero di trovare sold out, come in un hotel

pieno.

Un problema che non si registra a Piombino (il tasso al 64%) o a Portoferraio (62%), dove la più alta possibilità di trovare un letto libero si scontra con la peggior ottimizzazione delle risorse. Dove sta la giusta via di mezzo che dovrebbe garantire il servizio pubblico?

Fonte: Il Tirreno Livorno

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