Liste di attesa lunghissime e assunzioni mancate

Giuseppe Gallelli, rappresentante Comitato salute pubblica Cecina

«Novità per la sanità pubblica Cecinese? Sì, la regalano ai privati!». Non hanno dubbi gli esponenti del Comitato salute pubblica di Cecina. Tra i nodi la difficoltà sottolineata dalla direttrice generale dell’ Asl Toscana Nordovest Maria Teresa De Lauretis a reperire personale, medici e tecnici radiologi, per far lavorare a pieno ritmo i macchinari ospedalieri. Un elemento già altre volte sottolineato a fronte delle lunghe liste di attesa per gli esami diagnostici. «La novità è che intendono appaltarli ai privati ­ affermano dal Comitato ­ E noi ci chiediamo: quale personale usano i privati per far funzionare queste apparecchiature? E non solo, è notizia della scorsa primavera che secondo la Federazione nazionale degli ordini dei medici in Italia ci sono 20­25 mila giovani professionisti non attivi, di fatto disoccupati, e 8 mila precari, mentre 90 mila lavorano con i privati. Altro che mancanza di operatori sanitari: la vera mancanza è che non vengono assunti». Il Comitato è netto. «Nessun programma per risolvere le gravi problematiche della sanità pubblica della Bassa Val di Cecina è emerso nell’ ultima conferenza dei sindaci del 16 agosto, che si è svolta a Cecina, convocata d’ urgenza da Samuele Lippi». E prosegue: «Nessuna informazione sul Piano di area vasta, che pare non sia stato ancora analizzato nei consigli comunali, è stata data alla popolazione che intanto riempie lunghissime liste di attesa e affolla il pronto soccorso dove si viene abbandonati su una sedia a rotelle anche 12 ore, prima di essere visitati». E ancora: «Nessuna scadenza sui tempi per il Piano attuativo locale che manca da ben 15 anni e da cui dipende l’ organizzazione della sanità locale, compresa la collocazione dell’ emodinamica». Azioni per far fronte alle principali carenze, dati che non vengono resi noti. Sono questi due dei nodi per gli esponenti del Comitato salute pubblica. «Nessun dato conoscitivo sul progetto di ospedale unico tra Cecina e Piombino ­ affermano ­. Nessun atto preciso sulle azioni concrete ed efficaci che l’ Asl intende attuare per ridurre nel nostro territorio i rischio di infarto e malattie cardiovascolari, dopo il fallimento della telecardiologia e del telemonitoraggio previsto nel modello dell’ intensità di cure, solo l’ impegno verbale di Lippi a reperire i dati e far fare uno studio, ma senza definire tempi precisi».

Fonte: Il Tirreno Lucca

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