Liste di attesa, la Regione si muove: pronta la delibera per ridurre i tempi

Il vero nodo della sanità toscana

Le difficoltà maggiori riguardano le prestazioni senza priorità. Il nuovo atto dovrebbe essere presentato la prossima settimana Prima un aiuto da chi sta dentro il sistema e poi, semmai, anche da fuori. In Regione è pronta la delibera sulle liste di attesa per l’attività ambulatoriale, visite ed esami. Il settore è piuttosto in crisi in questo periodo e le Asl attendevano indicazioni dall’assessorato, dopo quelle già inviate per l’ attività chirurgica.Il nuovo atto dovrebbe essere presentato la settimana prossima e conterrà principi già adottati per la chirurgia insieme a provvedimenti già presi dall’azienda sanitaria Toscana Centro. L’idea di base è quella di produrre di più pagando di più i medici che lavorano nel servizio pubblico.
Per questo sono in corso incontri con i sindacati dei camici bianchi. L’idea è di utilizzare istituti come l’intramoenia, cioè la libera professione, oppure l’attività aggiuntiva (sorta di super straordinario) per mettere a disposizione dei cittadini un maggior numero di visite e di esami così da abbassare le attese. Le spese in più per questo tipo di attività non entrerebbero nel computo del
costo del personale, che come ormai noto, deve essere tenuto sotto controllo, e cioè allo stesso valore del 2004 meno l’1,4%. Stesso discorso vale per i medici cosiddetti “sumaisti”, specialisti che non hanno un contratto di dipendenza con le aziende pubbliche ma lavorano come fossero dei convenzionati. Anche a loro verrà chiesto un incremento di attività.
In Toscana le difficoltà riguardano in particolare le prestazioni senza termini di tempo dettate dalle
priorità inserite nella ricetta dai medici. Quando bisogna dare l’ accertamento entro 28 ore, 10 giornio 30/ 60 giorni, infatti, di solito si resta nei tempi oppure non si sforano di troppo.
Il problema arriva senza priorità. A queste persone, che non sono urgenti ma hanno comunque diritto a una risposta in tempi accettabili, vengono prospettati mesi di attesa. Se il lavoro di chi è dentro non basterà perché le liste resteranno
troppo lunghe, si potrà valutare, come ha fatto la Asl Toscana Centro per quattro visite e un esame, di
chiedere al privato prestazioni extra, a costi contenuti e attraverso bandi.
Questa diventa dunque una ipotesi residuale, del resto la decisione della Asl più grande della Toscana,
suggerita a suo tempo dalla Regione, era finita al centro di una lunga serie di polemiche da parte di
chi temeva un cedimento del servizio pubblico.
A parte queste strategie, la delibera contiene una serie di indicazioni organizzative per le aziende
toscane.

Fonte: La Repubblica Firenze

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