Liste di attesa infinite? Ti aspetta il rimborso

Empolese-Valdelsa, una delle zone contraddistinte da carenza di medici

Venticinque euro non cambiano la vita. Ma se uno ne ha diritto è giusto che li riscuota e soprattutto che sia informato su come averli. Parliamo dell’ indennizzo che l’ azienda sanitaria riconosce ai gli utenti per il mancato rispetto dei tempi previsti dalla legge per lo svolgimento di visite ed esami: 15 o 30 giorni, a seconda del tipo di prestazione a cui si fa riferimento. Se andate a prenotare un esame al Cup e vi viene detto che dovete aspettare mesi, molto probabilmente (dipende dal tipo di esame) avete diritto a una sorta di rimborso. A informarvi dovrebbe essere proprio l’ impiegato che si trova allo sportello, consegnandovi il modulo per fare richiesta. Se invece la prenotazione viene fatta attraverso il Cup telefonico il modulo ve lo dovrebbero mandare per posta. A quel punto dovete compilare la domanda e l’ Asl è obbligata a rimborsarvi di 25 euro entro 6 mesi. Nella realtà dei fatti non succede quasi mai. E per un motivo molto semplice: nessuno sa di avere questo diritto. Nel corso del 2016 sono stati appena un paio i rimborsi effettuati. Anche negli anni precedenti gli indennizzi si contavano sulle dita di una mano. Eppure gli aventi diritto sarebbero molti di più. Secondo uno studio del 2014 del Mes, il laboratorio di Management e Sanità dell’ istituto Sant’ Anna di Pisa, in Toscana solo nel 40% dei casi si rispettano i tempi previsti dalla normativa. Lucca non fa eccezione: nel 2013 la percentuale dell’ Asl 2 era del 39,89%, salita nel 2014 al 41,88%. Significa che almeno 6 utenti su 10 hanno diritto al rimborso. Non abbiamo il dato numerico ma in termini assoluti si tratta di qualche migliaio di persone. Eppure le richieste di rimborso ogni anno arrivano col contagocce. Per cui prestate attenzione e quando prenotate la visita al Cup, se ve la fissano dopo mesi, chiedete subito il modulo per il rimborso. Come anticipato non per tutti i tipi di visite ed esami si può chiedere l’ indennizzo: il bonus scatta se entro 15 giorni dalla prenotazione non viene garantita la prima visita per una di queste specializzazioni: ginecologica, oculistica, ortopedica e neurologica indipendente dalla classe di priorità. Per la visita cardiologica, neurologica dermatologica, otorinolaringoiatrica e la visita di chirurgia generale il limite è di 15 giorni qualora il medico abbia indicato sulla prescrizione la lettera “D” (differibile) come classe di priorità. La visita deve essere garantita «in almeno un punto di offerta ospedaliero o territoriale, pubblico o privato accreditato». Quindi su tutto il territorio dell’ ex Asl 2. Per alcune prestazioni il tempo di attesa è legato alla priorità indicato sulla ricetta. Le classi sono quattro: “U” (urgente, da eseguire entro 72 ore); B (breve, da eseguire entro 7 giorni o 10 giorni); D (differibile, da eseguire entro 15 o 30 giorni per le visite ed entro 30 o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici; P (programmata, situazione dilazionabile). Ci sono anche diversi esami diagnostici dove il limite temporale è di 30 giorni, indipendentemente dalla classe di priorità. Per sapere quali sono i limiti temporali dell’ esame a cui dovete sottoporvi potete andare sul sito dell’ ex Asl 2 e vedere l’ allegato della pagina sui tempi di attesa. Per un’ ecografia all’ addome, ad esempio, il limite è di 30 giorni ma per fare l’ esame bisogna attenderne 361! Quindi via al rimborso.

Fonte: Il Tirreno Lucca

(Visto 274 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *