“Liste d’attesa, no allo stop della libera professione in ospedale”

Ancora emergenza medici in Toscana

Diffida dei sindacati. Intanto si iniziano a valutare i reparti dove si attende troppo per una visita: a Careggi criticità a reumatologia e pneumologia Mentre il sindacato dei medici ospedalieri diffida dall’applicare la parte del Piano nazionale sulle liste di attesa che blocca l’intramoenia nei reparti dove si aspetta troppo, nelle aziende toscane si iniziano a valutare le situazioni a rischio. La Asl Toscana Centro, ad esempio, ha problemi con le visite di endocrinologia, gastroenterologia e reumatologia. Difficoltà anche per esami come l’holter.Se non si riesce a rientrare nei termini previsti dal Piano nazionale, fatto proprio e integrato nei giorni scorsi da quello regionale, c’è il rischio di dover bloccare o cambiare i tempi dell’intramoenia. « Per quelle specialità potrebbe essere necessaria una rimodulazione al ribasso dell’attività libero professionale », fanno sapere dall’azienda.
Anche a Careggi ci sono difficoltà con la reumatologia. A questa si aggiungono l’allergologia e la pneumologia. Gli interventi punitivi per i medici non piacciono per nulla ai sindacati. Ieri l’Anaao, la sigla principale degli ospedalieri, ha diffuso una diffida. «Esercitare la libera professione intramoenia è un diritto dei medici e dirigenti sanitari. Di fronte ai tentativi di scardinare questo diritto ad opera di alcune Regioni che ha diffidato i governatori, gli assessori alla salute e i direttori generali delle aziende sanitarie dal sospendere la libera professione al di fuori dei casi indicati dalla legge nazionale e dal contratto. In caso contrario metteremo in campo tutte le iniziative legali per tutelare i diritti dei colleghi iscritti».
Il segretario Carlo Palermo spiega che i casi indicati dalla legge per bloccare l’intramoenia hanno a che fare con i volumi di attività e non con le attese. «La libera professione non può far produrre più prestazioni rispetto all’ attività istituzionale dello stesso reparto».
Le misure sull’attività privata all’ interno degli ospedali dei medici sono quelle di cui si parla maggiormente ma il il Piano regionale per le liste di attesa prevede molte altre azioni che dovrebbero servire a far aspettare meno i cittadini che hanno bisogno di una visita o un esame. Tra queste una apertura più lunga di ambulatori e radiologie, soldi per comprare prestazioni nei settori dove ci sono maggiori difficoltà, se necessario anche il coinvolgimento di privati. Si cerca anche di rendere l’offerta di prestazioni sanitarie più aderente alla domanda, proprio per dare risposte in tempi molto più rapidi.

Fonte: La Repubblica Firenze

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