Liste d’attesa, il “progettone” è partito. Entro giugno 5.200 prestazioni in più

Nell'Asl Toscana Sud il personale non basta

Prestazioni aggiuntive: il maxiprogetto è partito. L’Asl Toscana sud-est ha dato il via questo mese all’aumento delle attività straordinarie da parte dei medici, misura emergenziale messa in moto dall’azienda per abbattere i tempi lunghi delle liste d’attesa. Da qui a giugno a Grosseto sono state previste 5.200 prestazioni aggiuntive, ma l’Asl farà tutti i monitoraggi del caso, «settimana per settimana» come spiega l’ assessora regionale alla sanità Stefania Saccardi, per verificare se il sistema funzioni o meno: una sorta di sperimentazione. Se questa non dovesse bastare per smaltire la gran mole di esami, la Regione Toscana si dice disposta a «intervenire ulteriormente»: il che significa destinare un budget anche all’apertura di convenzioni con i privati. Un punto su cui Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo e presidente della conferenza aziendale dei sindaci, spinge da tempo.
A Grosseto le convenzioni coi privati sono state troncate circa 10 anni fa sotto la vecchia direzione Mariotti, salvo collaborazioni occasionali con l’istituto Vesalio. Di liste d’attesa Asl Toscana sud est e Regione hanno parlato ieri alle 13 nel corso di una conferenza nella sala Asl di Siena.
Presenti oltre all’assessora Saccardi il direttore generale dell’ Asl Enrico Desideri, Giacomo Termine, il direttore sanitario Simona Dei, il direttore amministrativo Francesco Ghelardi, il direttore della Rete ospedaliera Daniela Matarrese e il direttore di staff della direzione sanitaria Roberto Turillazzi.
Il maxiprogettoA dicembre l’Asl ha annunciato d’ aver dichiarato guerra ai tempi lunghi delle liste d’attesa con un progetto da 2,2 milioni di euro che la Regione ha finanziato: attività aggiuntive dei medici dell’Asl e se non basta convenzioni coi privati. Un terzo di questi soldi (700mila euro destinati ai medici) è impiegato in provincia di Grosseto. Obiettivo dell’Asl – è stato detto ieri – è quello di «aumentare i volumi dell’attività specialistica e della diagnostica strumentale».
L’investimento riguarda soprattutto la radiologia diagnostica pesante, gli ecocolordoppler cardiaci e vascolari, l’ ecografia internistica, l’endoscopia digestiva, le visite oltre all’incremento delle sedute di chirurgia nell’intero territorio aziendale. Il progetto è partito e anche su Grosseto ci sono le proiezioni dei primi 6 mesi (v. tabella). Da gennaio a giugno 5.208 prestazioni aggiuntive per 2.076 ore. Un incremento di volumi anche in orari serali, il sabato pomeriggio e la domenica. Riguardo alle liste di attesa in ambito chirurgico è previsto un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro. Anche qui si considerano le tipologie di intervento che hanno più utenti in “coda”: chirurgia generale, urologia, oculistica e ortopedia per cui è stato calcolato il fabbisogno di sedute operatorie aggiuntive. Per gli interventi saranno utilizzati tutti gli ospedali della rete, «in modo da decongestionare – dice Desideri – le strutture più grandi».
Termine, presidente della conferenza aziendale (98 comuni dell’Asl Siena, Arezzo e Grosseto) aprendo l’incontro ha fatto un plauso alla Regione. «Sono contento di quello che è stato messo in piedi dalla Regione e dalla nostra Asl per ampliare le fasce orarie e abbattere le liste di attesa – ha detto – Sono cifre importanti per far fronte alle esigenze dei territori. Un’ esigenza che avevamo fatto presente da tempo e che, come rappresentanti dei cittadini, continueremo a monitorare».
Desideri e le cifreIl dg ha parlato delle luci e ombre della sanità. «Lavorare sulle criticità» ha prodotto i suoi risultati, ha sintetizzato spiegando che «i dati ci danno tra i migliori d’ Italia ma non mancano i problemi: su quelli stiamo lavorando e lavoreremo». Tra le criticità figurano appunto i tempi d’ attesa («la tempestività delle visite e degli esami strumentali necessari è un obiettivo che qualunque manager della sanità si deve porre, anche per garantire equità di accesso in relazione ai bisogni»), ma per dimostrare che un’ Asl funzioni più o meno bene, «devono essere tenuti in considerazione anche gli indicatori di salute che danno segni buoni». Il territorio dell’ Aslona – come l’ha chiamata lui – dal 2015 al 2017 ha registrato «importanti miglioramenti» (fonte, Prose Ars) in relazione a riduzione rischio di morte per infarto miocardico, per ictus (-27%) o scompenso cardiaco e molto altro. «Tutti parametri che hanno un valore inferiore rispetto alla media regionale». Ma anche qui restano criticità su cui lavorare, dai numeri dei parti cesarei al rischio di complicanze a 30 giorni per intervento laparoscopico di colecistectomia.

Fonte: Il Tirreno Grosseto

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