Limiti all’intramoenia? Tutti contro l’idea di Rossi

Flavio Civitelli, segretario regionale Anaao Toscana, tra i contrari alla proposta di Rossi

Limitare l’intramoenia: il governatore Enrico Rossi rilancia l’offensiva contro la libera professione dei medici che lavorano nella sanità pubblica. E fa, come anticipato da La Nazione, una proposta di legge regionale per mettere un tetto di dieci ore settimanali all’intramoenia, cinque delle quali «comprate» dalla Regione sotto forma di attività aggiuntiva, una sorta di straordinario. Obiettivo: ridurre le liste di attesa. Rossi annuncia anche di voler abolire l’extramoenia, proibendola ai nuovi assunti nella sanità pubblica e dando invece qualche anno di tempo a chi ci lavora già.La proposta suscita però la risposta contraria di medici, sindacati e della politica. A tirare la volata dei contrari è il sindacato dei medici ospedalieri, Anaao, che liquida come anticostituzionale la riforma dellintramoenia. «La legge nazionale fissa i limiti alla libera professione, la Regione non può intervenire – dice Flavio Civitelli, segretario regionale di Anaao – La sanità pubblica Toscana ha gli stipendi tra i più bassi d’ Italia, eppure negli ospedali toscani ci sono tanti fuoriclasse che potrebbero lavorare nelle cliniche private di tutto il mondo guadagnando milioni di euro. Se accettano di stare nel pubblico a 3.500 euro al mese, vogliamo discutere se fuori dall’orario di lavoro fatturano 200, 300 mila euro all’anno? È come se chiedessimo a un giocatore di Serie A di prendere due lire Prima o poi va al giocare al Real Madrid». Contraria anche la presidente dell’Ordine dei medici di Firenze, la professoressa Teresita Mazzei: «A preoccupare la professione è il rischio di una discriminazione tra medici di una regione rispetto a un’ altra – spiega – Cinque ore di intramoenia settimanali, poi, non sono niente: un chirurgo che debba affrontare un intervento complesso non entra neppure in sala operatoria, perché rischia di non poterlo concludere».
Il professor Stanislao Rizzo, direttore di oculistica a Careggi, è tra i medici sempre in testa alle classifiche dell’intramoenia: «L’intramoenia non ha niente a che vedere con le liste di attesa, non c’entrano, nel mio reparto il problema non esiste. A Careggi ci sono tremila medici e solo una ventina supera le dieci ore di libera professione – spiega – Temo che con una legge del genere spingerebbe i migliori professionisti, e quindi anche i migliori docenti, fuori dalla sanità pubblica». Anche dal Pd, in Consiglio regionale, arriva lo stop alla proposta di Rossi, con il presidente della commissione sanità Stefano Scaramelli che tuttavia apre uno spiraglio sulla riduzione delle tariffe e sul no all’extramoenia per i medici della sanità pubblica (anche se l’extramoenia fa registrare numeri bassissimi, visto che è già vietata per i primari), anche l’assessore regionale alla salute, Stefania Saccardi, frena: «C’è una legge nazionale che sarà complicato derogare a livello regionale», ma si dice disponibile a discutere sulla revisione delle tariffe dell’intramoenia, «perché non ci sia un eccesso di costo per il cittadino». Nonostante la levata di scudi, il governatore Rossi fa sapere che, per quanto disponibile al dialogo, la legge nazionale concede margini di autonomia alla Regione: «Si va avanti».

Fonte: Corriere Fiorentino

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