Le liste di attesa diventano infernali. «Per un ecodoppler venga nel 2019»

Maria Teresa De Lauretis, direttore generale Asl Toscana Nord Ovest

Una sanità accorpata, una sanità razionalizzata. Ma soprattutto una sanità che non funziona vedendo cosa accade in questi giorni in Versilia e a Livorno. Esempi eclatanti del fatto che creare una maxi Asl di costa può essere produttivo sul piano del risparmio ma i servizi offerti al cittadino utente sono davvero scarsi. Iniziamo dalla Versilia. Due casi eclatanti riguardano le liste di attesa, il terzo l’esiguità della fornitura di etichette adesive col codice a barre per le provette dei prelievi di sangue che per due giorni ha creato disagi a Viareggio e Torre del Lago.Gli infermieri si sono lasciati delle etichette di scorta per i casi urgenti, molti pazienti sono stati rimandati a casa. Ancora peggio è andata a due pazienti versiliesi. Una signora che si è rivolta al Cup per un banale test per l’ ipertensione con l’ applicazione dell’ holter. «Il primo posto disponibile è all’ ospedale di Portoferraio» le è stato risposto. Così la donna versiliese avrebbe dovuto sobbarcarsi 158 chilometri e poi il traghetto per applicare l’ apparecchio che andava tolto il giorno dopo, al termine di un altro estenuante viaggio con traversata verso l’ Isola d’ Elba. Naturalmente ha rinunciato. Ad oltre 80 chilometri di distanza dalla Versilia è stato invece indirizzato un pensionato di Camaiore di 75 anni, già operato di aneurisma. Si è sottoposto di una recente a una Tac nella quale è emersa una nuova dilatazione aneurismatica che ha consigliato un ecodoppler urgente. Peccato che per l’appuntamento gli sia stato proposto l’ ottobre 2019 all’ ospedale di Cecina. Due anni dopo e lontano da casa. Non va meglio proprio a Livorno. Lunghe attese, ingolfamenti, e il numero del Cuptel che squilla a vuoto. Da due mesi a questa parte i disservizi mandano su tutte le furie gli utenti del servizio sanitario dai 4 Mori all’ Elba. Colpa di un ingorgo di novità. L’ introduzione del Cup 2.0 infatti ha coinciso con il cambio dell’ appalto del call center e il cambio gestionale del Cup. Il passaggio repentino ha fatto sì che le cinque linee telefoniche disponibili si siano rivelate insufficienti. Quando in coda ci sono più di cinque chiamate, il telefono dà libero, anche se la linea è occupata. Mentre i sindacati (soprattutto quelli autonomi della Fials) sono furibondi e sparano a zero sulla gestione dell’ Asl di costa, bordate arrivano in Regione ad opera dei consiglieri della Lega (Montemagni e Vescovi). Ma c’ è anche il ‘fuoco amico’ a colpire. Il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, Pd e renziano, non le ha mandate a dire. Obiettivo il direttore generale Maria Teresa De Lauretis. «Sul lato organizzativo del lavoro e dell’ efficienza dei servizi troppe cose non funzionano. All’ attenzione dell’ assessore Saccardi non fa eco una doverosa sensibilità della direzione generale, lontana dalterritorio e dai problemi di garanzia dei servizi». Serve aggiungere altro?

Fonte: La Nazione Prato

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