Le case della salute slittano di altri due anni

Maria Teresa De Lauretis, direttore generale Asl Toscana Nord Ovest

Mentre il fascicolo sulla casa della salute all’Ipercoop è
al vaglio della direzione dell’Asl, arriva un altro slittamento per le due case della salute che dovranno sorgere all’interno di strutture pubbliche, in via del Mare e al poliambulatorio di viale Alfieri. I tempi li ha dati il dg dell’azienda sanitaria Maria Teresa De Lauretis intervenendo giovedì scorso nella quinta commissione consiliare: «Il distretto socio sanitario di via del Mare potrebbe essere pronto tra un anno e mezzo, per il padiglione 24 (il poliambulatorio, ndr) si parla del 30 giugno 2021», ha spiegato.
«Ad Ardenza siamo alla presentazione del progetto esecutivo, che dovrà avvenire entro il 28 febbraio, mentre la gara si dovrebbe assegnare a settembre.
Da quel momento i lavori dovrebbero durare un anno e mezzo per cui speriamo di essere pronti a settembre 2019. Più difficoltosa la questione del padiglione 24: qui siamo ancora indietro, i lavori dovrebbero durare due anni e per la consegna si parla del 30 giugno 2021». Insomma, manca ancora una vita. Va detto che il nuovo cronoprogramma non turba più di tanto i sonni dei livornesi, per i quali la casa della salute è un oggetto misterioso, di cui si parla da anni ma che nessuno ha mai provato.
Di fatto però la nuova tempistica ha il sapore della beffa, visti i ripetuti annunci da parte della stessa Asl: era il 6 settembre 2016 quando Rosa Maranto, allora responsabile dei distretti sanitari, annunciava per il
gennaio 2017 l’ apertura della casa della salute a Salviano. Mai avvenuta.
E proprio nel gennaio 2017 il suo successore Carlo Giustarini auspicava entro la fine dell’ anno scorso l’
apertura di via del Mare ed entro il 2019 la trasformazione del poliambulatorio. Il primo ora slitta a fine
2019, il secondo al 2021.
Non solo: tra i vari progetti mai realizzati c’è anche quello di Monica Calamai di un nuovo centro sociosanitario in via Fratelli Gigli al posto di Fiorentina (2010). E poi l’ipotesi di una casa della salute alla
Coop della Rosa (2015). E quello proposto da 25 medici di famiglia di farne uno all’ Attias (2017) per
ora congelato.
Il fatto è che questi ritardi sull’apertura delle case della salute comportano una ricaduta importante sul
sistema sanitario cittadino: a partire dal congestionamento del pronto soccorso, che dovrà continuare ad
accollarsi codici azzurri e bianchi che invece potrebbero essere recepiti dai punti di primo soccorso all’
interno delle case della salute, ad arrivare alle difficoltà nella cura di certe malattie croniche che nelle
case della salute dovrebbero trovare il luogo ideale di cura.
È davanti a questo quadro che la casa della salute dentro l’Ipercoop (il cui progetto reillustriamo a
fianco) potrebbe rappresentare una via d’ uscita (oltre a testimoniare l’ incapacità del pubblico di
rispondere con tempi adeguati alle esigenze della collettività).
È il tasto toccato dallo stesso Giustarini: «I cantieri di Igd operano di notte, non hanno i tempi del
pubblico per affidare i lavori ­ spiega il responsabile dei distretti dell’ Asl ­. Questo significa che tra
dicembre 2018 e gennaio 2019 potremmo essere operativi». Come dire: per garantire un servizio
fondamentale per il corretto funzionamento della sanità pubblica, bisognerà salire su una scialuppa di
salvataggio privata.

Fonte: Il Tirreno

(Visto 80 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *