L’asse Prato-Pistoia. Bertinelli: sanità, c’è da cambiare

Samuele Bertinelli, sindaco di Pistoia

Il protocollo firmato ieri dai sindaci di Prato e Pistoia tocca anche l’ incandescente materia della sanità. Ma lo fa in poche righe, che richiamano quelle con cui, nel febbraio 2015, le due città (per l’ occasione insieme ad Empoli) rivendicarono pari dignità con il polo fiorentino in vista della nascita della maxi Asl Toscana Centro. Se due anni dopo si ripropone lo stesso tema, è evidente che il problema rimane. Lo conferma Matteo Biffoni: « In questi due anni alcune cose sono state fatte, ma è chiaro che c’ è ancora un percorso da fare.
Abbiamo ottenuto un ampliamento del nuovo ospedale, ma è chiaro che c’ è ancora da fare soprattutto in termini di rafforzamento delle capacità di risposta del territorio ». Bertinelli condivide ma ha molto altro da aggiungere.
Evidentemente in questi ultimi mesi la sanità è stato un nervo scoperto.
«Inutile continuare a frugare tra i sintomi,
come le file al pronto soccorso dice ­il vero problema sta da un’ altra parte.
Non è più accettabile che il cuore del nostro nuovo ospedale,
le 13 sale operatorie, siano oggi utilizzate anche meno di quanto lo erano le sale del vecchio Ceppo.
Non è civile né accettabile che per la chirurgia di elezione (cioè gli interventi che si possono programmare, ndr) gli interventi vengano sospesi o ci siano lunghissime liste di attesa. Provate voi a stare due anni con una ragade anale».
«Oggi ­ continua il sindaco ­ per il nostro ospedale realizzato con il meccanismo del project financing spendiamo soldi e non abbiamo servizi adeguati. Occorrono invece risorse e personale per far funzionare la chirurgia. La verità è che Pistoia ha più di un ospedale e quindi ha bisogno di più personale per far funzionare tutto. Sennò le file si allungano e va a finire che chi deve operarsi si rivolge ad altre strutture pubbliche, se trova posto, oppure bussa a quelle private. E questo non può andare bene».
Sul tema oggi il consiglio comunale discuterà nel corso di una seduta straordinaria. Secondo Bertinelli è indispensabile dotare i singoli ospedali di maggiore autonomia. «Se c’è sovraffollamento al pronto soccorso o uso improprio delle medicine o sottoutilizzo delle chirurgie,
chi guida l’ospedale deve poter prendere provvedimenti in tempo reale, deve avere un margine di autonomia decisionale, non limitarsi, come oggi, a fare soprattutto il passacarte». Bertinelli ricorda che quando dovevano essere ancora distribuiti gli incarichi della nuova Asl
«non abbiamo fatto gestioni di poltrone, abbiamo solo chiesto che venisse rispettato il criterio statistico per cui non poteva essere che tutti i medici bravi erano a Firenze». Ma ora siamo in un’ altra fase e Pistoia punta i piedi.
«Avevano detto che le operazioni chirurgiche sarebbero calate subito dopo il trasferimento per ragioni fisiologiche,
ma poi sarebbero cresciute superando i numeri del Ceppo. Invece siamo andati indietro. Questo è inaccettabile».

Fonte: Il Tirreno Pistoia

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