L’Asl sfora i tempi di attesa per le visite? Ora si va in libera professione col ticket

A Piombino la Asl ancora senza risposte

La visita te la fissano in ritardo? E magari a distanza di tanti mesi? Dal primo di luglio, in caso di sforamento dei tempi prefissati, l’Asl sarà costretta a fornire la prestazione al paziente in libera professione, in regime di intramoenia, al costo del ticket. Questo grazie al fatto che l’ azienda sanitaria ha recepito la delibera regionale che, a sua volta, il 7 maggio ha applicato il piano nazionale contro le attese approvato a febbraio dalla Conferenza Stato Regioni. E ora, per quanto riguarda l’Asl 6, il pacchetto con tutte le novità è pronto (la Regione aveva dato 60 giorni dal 7 maggio per l’applicazione delle nuove direttive).Mancano solo alcuni dettagli e, in qualche giorno, la direttrice dell’Asl, Maria Letizia Casani, darà il via a un’ operazione destinata a incidere nel quadro attuale perché, tra l’ altro, non si affronta solo il problema delle liste di attesa. Tanto che già a metà giugno, con le novità ancora in itinere, sono previsti incontri con il comitato di zona con le associazioni.
Tempi di attesa. Prima di tutto vengono separate le prime visite, quando la patologia viene inquadrata per la prima volta, dai controlli o follow up. Nel caso del primo accesso, la risposta deve essere garantita in 72 ore se urgente, in 10 giorni se viene definita urgenza breve , negli altri casi 15/30 giorni per le visite specialistiche e tra i 30 e i 60 giorni per le prestazioni diagnostiche. Per quanto riguarda le seconde visite, e in generale quelle di controllo, l’Asl dovrà mirare a ridurre il fenomeno di frammentazione dei percorsi di cura .rispetto dei codici Ecco la nuova codificazione delle prestazioni per classi di priorità: classe U è urgente e deve essere eseguita nel minor tempo possibile e comunque entro 72 ore; classe B è breve e il paziente deve poter avere un appuntamento entro 10 giorni; poi la classe D è differibile con il limite di 15/30 giorni per le visite
specialistiche e dai 30 ai 60 giorni per le prestazioni diagnostiche. Infine la classe P che è quella programmata deve essere eseguita in 120 giorni. percorsi di tutela. Se la prestazione non è disponibile nei tempi massimi previsti, l’azienda dovrà attivare un percorso cosiddetto “di tutela” per il cittadino.
Il primo passaggio è quello dell’inserimento in una pre-lista: personale dedicato dovrà ricontrollare gli spazi liberi nelle liste alla ricerca di un appuntamento per il paziente col rispetto dei tempi prefissati. Oppure, una volta che questa ricerca risultasse vana, si dovrà fare riferimento alla libera professione. Per l’attivazione del “percorso di tutela” bisogna rivolgersi al numero verde 800556060. Nel caso che l’attività svolta in intramoenia superi quella svolta in regime istituzionale, o si verifichi comunque uno sforamento dei tempi massimi, l’Asl dovrà contenere le prestazioni libero professionali, ridefinendone le proporzioni, «anche prevedendo il totale blocco di questa attività, fino al risolversi della criticità», si spiega dall’assessorato alla sanità regionale.
Abrogato il bonum. Con la delibera regionale sono state cancellate le indicazioni per il bonum, cioé l’indennizzo di 25 euro previsto per alcune prestazioni non garantite nei tempi massimi. Viene confermato il malum, invece, in caso di mancata disdetta della prestazione almeno 48 ore prima della data prenotata.
Pagamento ticket. Abolito anche il pagamento dl ticket in caso di mancato ritiro del referto, perché i canali di ritiro del referto sono molteplici. Inoltre il ticket deve essere pagato in fase di accettazione e non più a prestazione erogata
Misure più vincolanti. Rispetto a quello nazionale, il piano regionale prescrive misure e tempi più
vincolanti. Per esempio, per la classe di priorità D si conferma un tempo di attesa massimo pari a 15 giorni (di
fronte ai 30 nazionali), per le seguenti visite: cardiologia, neurologia, oculistica, ortopedia, ginecologia,
otorino, urologia, dermatologia, oncologia e chirurgia generale; e pari a 30 giorni (a fronte dei 60 nazionali) per le seguenti prestazioni: ecografia addome (completo, superiore, inferiore), ecocolordopplergrafia cardiaca, ecografia del collo, ecografia mammella (mono e bilaterale), ecografia ostetricia e ginecologica, endoscopia digestiva (colon e gastro), ECG, ECG Holter ed esame fundus oculare.

Fonte: Il Tirreno

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