L’Asl prova la carta delle cliniche private Interventi di ortopedia a Villa Tirrena

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«L’ospedale di Livorno è un ospedale in crescita come dimostrano i dati degli interventi chirurgici in continuo aumento», dice il direttore del presidio di viale Alfieri Luca Carneglia. E ha ragione. Carneglia fornisce anche i numeri: «Nel 2017, rispetto al 2016 si è registrato un aumento del 6% degli interventi e nel 2018 si è assistito ad un ulteriore più 2% rispetto al 2017, a parità di risorse e di complessità degli interventi».È la conferma di quanto avevamo scritto due giorni fa: la domanda di interventi chirurgici agli Spedali Riuniti aumenta perché la qualità dei professionisti che operano qui è sempre più riconosciuta anche fuori dal territorio livornese.
Ma paradossalmente, come evidenziavamo, questo apprezzamento rischia di diventare un boomerang: perché per la maggiorparte delle specialistiche crescono, anzi lievitano. E così, beffardamente, finisce che il problema dei
tempi d’attesa fa da contraltare alla qualità.
Protesi urgente? 9 MESI e un anno fa c’erano 1970 persone in coda per un intervento chirurgico, ora ce ne sono 2797. E di queste, 1241 aspettano un intervento in Classe A, dunque prioritario, che secondo la legge dovrebbe essere garantito in un massimo di 30 giorni, il che avviene solo in pochi reparti: basti pensare che ad Ortopedia si devono aspettare 252 giorni per una protesi prioritaria e 158 per un intervento prioritario senza protesi, 85 giorni a Urologia, 68 a Senologia.
Se poi si entra negli interventi di Classe C, quelli meno urgenti, la situazione precipita: rispetto ai 90 giorni di legge se ne devono aspettare 842 ad Ortopedia protesica e 666 a Senologia. «A Livorno si registra un aumento della domanda, e non una diminuzione dell’offerta, a conferma dell’ottima performance, anche organizzativa, dell’attività del blocco operatorio e dell’elevata attrattività dei professionisti che vi operano», continua Carneglia.
Ma il problema rimane e va risolto per evitare che la situazione vada in tilt.
Arrivano 6 infermieri. Il nodo principale, come scrivevamo venerdì, è la mancanza di sale operatorie, che il pomeriggio lavorano a mezzo servizio per mancanza soprattutto di infermieri. L’ Asl lo sa bene, tanto che ora annuncia «un potenziamento del personale infermieristico». «Stanno entrando in servizio nuovi infermieri che, dopo un necessario periodo di affiancamento, saranno pienamente operativi e garantiranno il completo funzionamento delle sale operatorie di Livorno», evidenzia l’azienda in una nota.
In realtà si tratta di sei infermieri in più che andranno ad incrementare l’organico del blocco operatorio e che dovrebbero permettere l’ utilizzo di altre due sale in più nel pomeriggio.
Interventi dai privati. Ma la soluzione che il nuovo direttore generale Maria Letizia Casani ha in
mente prevede anche altro: «Per aumentare l’ offerta, proprio in questi giorni, sono in corso incontri con il privato accreditato per l’ effettuazione di interventi chirurgici di ortopedia, chirurgia generale e oculistica, semplicemente rimodulando il budget già previsto e quindi senza ulteriori spese aggiuntive per l’Asl», spiega l’ azienda.
È una novità che a Livorno rappresenta una rivoluzione, seppure altrove – ad esempio in Lombardia – sia routine: gli interventi chirurgici spostati dagli ospedali pubblici alle cliniche private. A quanto risulta c’ è già un accordo con la Casa di Cura Villa Tirrena per la parte ortopedica. E la stessa Congregazione delle Suore Addolorate che 64 anni fa fondò la struttura di via Montebello e da sempre la gestisce, dovrebbe ospitare nella propria clinica di Pisa, in via Manzoni, la parte oculistica. Stiamo parlando degli interventi di minor complessità, tutti in day hospital: artroscopie, menischi, piccola chirurgia della mano per quanto riguarda l’ortopedia. Per l’oculistica soprattutto le cataratte.
Nelle prossime settimane i pazienti in lista d’attesa saranno contattati e verrà proposta loro la possibilità di effettuare l’intervento in una struttura accreditata. La domanda lecita di molti di loro sarà questa: chi eseguirà gli interventi? La risposta varierà: in alcuni casi – come dovrebbe accadere per l’ ortopedia a villa Tirrena – dovrebbero spostarsi direttamente i medici e gli infermieri dell’ equipe di Antonio Augusti, che spesso negli ultimi anni, in ospedale si sono trovati senza sale. In altri casi, come per l’ oculistica dalle Suore Addolorate di Pisa, l’accordo prevederebbe che intervengano i medici della struttura.
Il piano precedente. In realtà nel documento di programmazione 2019 adottato lo scorso ottobre l’
allora dg Maria Teresa De Lauretis e approvato poi dalla Conferenza dei Sindaci si prevedevano già importanti misure per il taglio delle liste di attesa chirurgiche. In particolare per l’Ortopedia il trasferimento all’ospedale di Piombino degli interventi minori in modo da liberare turni di sala operatoria a Livorno per l’installazione di protesi. Il progetto però non è mai decollato…

Fonte: Il Tirreno

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