L’Asl non paga nei tempi, commercianti infuriati

Simone Romoli, responsabile Confesercenti Pisa

«Nonostante le pubbliche amministrazioni debbano pagare i loro fornitori tra i 30 e i 60 giorni, almeno per quanto riguarda la Usl Toscana nord ovest questi termini non sono rispettati. Ed a farne le spese, ad esempio, sono diversi esercizi commerciali specializzati nella vendita di prodotti alimentari privi di glutine o adatti per le intolleranze alimentari che attendono per mesi i rimborsi previsti». A sollevare il caso è la Confesercenti, con il suo responsabile area pisana Simone Romoli, in difesa di alcune attività commerciali specializzate in alimenti per celiaci della provincia e non solo. «Stiamo parlando in larga parte di negozi di vicinato a gestione individuale o familiare ­ spiega ­ che hanno sottoscritto un protocollo con la ex Usl 5 per avere i rimborsi degli alimenti acquistati da soggetti celiaci o intolleranti. Rimborso che nel protocollo stesso doveva essere saldato al negoziante entro 60 giorni». Termine non rispettato con problemi evidenti per i commercianti. Ancora il responsabile Confesercenti: «Da noi si sono rivolte attività che devono ancora avere dalla Usl soldi di dicembre 2016, ovviamente relativi a merce che il commerciante ha già pagato ai fornitori. In molti casi il lavoro con i celiaci, attraverso la convenzione con la Usl, copre l’ 80­ 90% del fatturato. Pagamenti quindi che ritardano costantemente a fronte di spese fisse che il commerciante paga ogni mese». La Confesercenti si è mossa nei mesi scorsi con la Regione per far presente i gravi disagi. «Abbiamo ricevuto una risposta dalla segreteria del governatore Rossi ­ racconta Romoli ­ che ha rimandato il problema alla Usl locale. A questo punto abbiamo incontrato un dirigente dell’ azienda che ha sua volta ha dato colpa alla Regione. Secondo la Usl, infatti, le fatture vengono liquidate nei termini previsti a livello di adempimento, ma poi quelle cifre devono essere coperte dai fondi regionali che ritardano. Un cane che si mangia la coda, ma a farne le spese sono gli imprenditori. Con ricadute anche sui consumatori che, giocoforza, vedono ridursi la gamma di prodotti a disposizione per le difficoltà di pagare i fornitori». La Confesercenti intende andare in fondo alla questione chiedendo un nuovo incontro con la Usl. «La vicenda è assurda ma anche chiarissima ­ attacca Romoli ­. C’ è una normativa nazionale che impone il pagamento entro 60 giorni e deve essere rispettata da parte della Usl. Se poi l’ Usl deve anticipare quei soldi rispetto alla Regione è un problema suo che deve risolvere con l’ ente, non certo scaricarlo sui commercianti. Alla Regione chiederemo poi di adottare il modello di altre realtà come Umbria, Basilicata e Lombardia, in cui si utilizzano carte prepagate per ovviare ai ritardi».

Fonte: Il Tirreno Pisa

(Visto 264 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *